di Annachiara Mottola di Amato

Giacomo Cao, amministratore unico del Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna ci racconta storia, evoluzione e obiettivi futuri di un’eccellenza tutta italiana
Un premio Nobel per la fisica, la Sardegna e un nuovo modello di sviluppo industriale. Sono questi gli ingredienti alla base del Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna (CRS4). Un progetto che nasce a Cagliari nel 1990 per volontà della Regione Sardegna e sotto la guida del premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia. CRS4 fa parte di una strategia per elaborare un nuovo modello di sviluppo da affiancare al comparto industriale, entrato in crisi in quegli anni in Sardegna. Ne abbiamo parlato con Giacomo Cao, amministratore unico di CRS4, che ci racconta storia, evoluzione e obiettivi futuri di un’eccellenza tutta italiana.

Qual è stato l’obiettivo che vi siete posti?
Il Centro nasce per studiare, sviluppare e applicare soluzioni innovative con un approccio multidisciplinare avvalendosi di competenze e conoscenze fortemente specializzate. Nel 2003 si localizza al Parco scientifico e tecnologico di Pula (Cagliari), gestito dall’agenzia regionale Sardegna Ricerche. Da quando sono stato nominato amministratore unico nel luglio del 2020 sono state potenziate la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico. Il mio obiettivo è sempre stato quello di perseguire l’eccellenza su tre specifiche tematiche: intelligenza artificiale, gestione di grandi moli di dati, calcolo ad alte prestazioni e quantum computing. Con un ambito di applicazione ampio: transizione energetica, medicina predittiva, aerospazio, beni culturali, agricoltura di precisione, smart land e cybersecurity.
In quali progetti si concentra il lavoro del CRS4 per promuovere lo sviluppo tecnologico e nella ricerca scientifica?
Ci concentriamo soprattutto su progetti che assicurano una forte sinergia tra finalità di utilità pubblica e sociale. Dal 2020 il Centro è impegnato nello sviluppo dell’informatica quantistica e delle sue applicazioni per risolvere nuove sfide del mondo reale, accelerando così l’adozione di quelle tecnologie nei settori di nostra competenza.
In particolare, il focus del CRS4 si rivolge a importanti progetti finanziati da soggetti pubblici e privati, nazionali e internazionali. Quelli a cui teniamo di più si riferiscono allo sviluppo di modelli cellulari e computazionali, a micro e nanotecnologie per la personalizzazione di terapie innovative e alla mappatura genomica per la medicina e la prevenzione personalizzata.
Quali sono gli obiettivi raggiunti finora?
I principali risultati raggiunti dal CRS4 in questi ultimi quattro anni e mezzo grazie al lavoro e alla dedizione di tutti i dipendenti sono tanti. Prima di tutto il deposito di otto brevetti internazionali, di cui siamo orgogliosi, e poi l’investimento di 4 milioni e mezzo di euro per il miglioramento dell’infrastruttura computazionale che ha consentito anche al CRS4 di far parte dei soci fondatori del Centro Nazionale di Supercalcolo. E, ancora, il deposito alla SIAE di quarantadue software inediti, la messa a punto di un robot antropomorfico con funzioni di assistente bibliotecaria.
Senza dimenticare la partecipazione all’Expo di Dubai, l’acquisizione nel 2023 del primo sequenziatore genomico di ultima generazione in Italia. Oltre a questo, abbiamo portato avanti un’attività di sensibilizzazione delle discipline STEM coinvolgendo 9540 bambini e bambine di 296 scuole (di cui 132 scuole dell’infanzia e 154 primarie) dislocate in 110 differenti località in Sardegna.
Quali risultati sperate di ottenere nel 2025 e, più in generale, in futuro?
Siamo partiti con valori della produzione di circa 10 milioni di euro che hanno già superato ampiamente i 12 milioni di euro e sono proiettati al raggiungimento di oltre 15 milioni di euro nel 2025.
E relativamente alla computazione quantistica?
Siamo fieri di aver raggiunto risultati importanti che vanno dall’emulazione di un computer quantistico a 30 qbit al deposito di apposito marchio per un software specifico che facilita l’utilizzo di tali elaboratori. Non da ultimo, per noi è stato importante ricevere da parte dell’organizzazione mondiale QWorld il riconoscimento di prima realtà italiana per la disseminazione quantistica con la denominazione QItaly.
Il principale obiettivo del Centro per il prossimo futuro sarà quello di dotarsi di un computer quantistico allo stato dell’arte che consentirebbe di creare un importante polo di ricerca e sviluppo, attraendo talenti e investimenti nazionali e internazionali.
Il dibattito sull’IA è più vivo che mai. Quali le potenzialità e quali i pericoli nei settori in cui operate?
Il Centro possiede le competenze e le capacità anche per la produzione di strumenti d’avanguardia nel settore dell’intelligenza artificiale, del Metaverso e dell’interazione uomo-macchina. Il tema dell’intelligenza artificiale è estremamente attuale e credo debba essere affrontato, al di là della creazione di pur necessarie gigafactory (come recentemente annunciato dalla Comunità europea), implementando specifiche misure tecniche per contenere i possibili danni connessi con l’uso inadeguato della stessa in modo da mantenerne il controllo.
Poi sarebbe utile e opportuno individuare mezzi idonei che consentano di garantire la trasparenza e la rendicontabilità della tecnologia. In questo senso probabilmente non si potrà prescindere dall’individuazione di leve di controllo capaci di rallentarne lo sviluppo, guadagnando così tempo a favore di autorità di controllo. Credo, inoltre, che sia cruciale che siano proprio i futuri produttori a introdurre i controlli appropriati fin dalle fasi iniziali dello sviluppo del software. Infine, sarà decisiva la creazione di un sistema di cooperazione internazionale che armonizzi le legislazioni sul tema, favorendo nel contempo la cultura della condivisione della conoscenza e dei relativi possibili fallimenti per poter diffondere rapidamente gli strumenti per affrontarli.
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L’articolo CRS4, Cao: “Puntiamo sull’IA e sulla computazione quantistica” proviene da Associated Medias.

