di Ennio Bassi

Dopo mesi di frizioni tra i due leader, l’incontro a Palazzo Chigi per “parlarsi” e “progredire insieme”

Oggi, alle 18 a Palazzo Chigi, ci sarà un incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron.  Gli osservatori lo hanno definito “il vertice del disgelo”, dopo i diversi attriti tra i due leader negli scorsi mesi.

L’incontro

Non sono previste dichiarazioni alla stampa, ma già la foto dei due leader insieme sarà una notizia. L’incontro, infatti, avviene dopo mesi di frizioni che hanno avuto il loro apice a Tirana, in Albania, nel vertice dei volenterosi per l’Ucraina. Incontro a cui la premier italiana ha scelto di non partecipare.

Si tratterà di una visita “importante”, come hanno fatto sapere dell’Eliseo. Per “parlarsi”, “progredire insieme” sulle questioni cruciali del momento. La guerra in Ucraina, soprattutto, ma anche la crisi in Medio Oriente e le questioni interne agli equilibri europei, dazi compresi.

Da Roma prove di ottimismo: “Segnale molto positivo”

A Roma, ai piani alti del governo, il bilaterale di oggi è stato accolto come “un segnale molto positivo, ottimo”. Perché Italia e Francia- è il ragionamento anche della premier Meloni- sono “nazioni amiche” e hanno “posizioni comuni” su molti più dossier di quanto non si pensi e racconti sui media. L’incontro servirà quindi proprio a smontare una certa “narrazione” della relazione tra i due Paesi. Inoltre la scena sarà tutta per Meloni e Macron, perché non ci sarà un passaggio del presidente francese al Quirinale da Sergio Mattarella.

Le distanze tra i due leader

Certo è impossibile negare le distanze e frizioni tra i due leader, ma l’obiettivo- da entrambe le parti- è quello di riportarle nell’ambito fisiologico. “Non c’è assolutamente alcun ostracismo nei confronti di Meloni” che ha “sempre partecipato agli incontri”, hanno assicurato da Parigi, gettando acqua sul fuoco nell’ambito di uno scontro che ha caratterizzato fin dall’inizio i rapporti tra i due.

Ma il momento a livello internazionale ed europeo è complesso e c’è la necessità di non alimentare le divisioni. Una riguarda i “formati” dei vertici, come quello dei volenterosi. Su questo Roma ha sempre posto solamente “una questione di efficacia”, dicono i meloniani, abbassando a loro volta i toni.  Anche dall’Eliseo hanno precisato che “i formati possono variare” e “fra europei” la questione va gestita “secondo il principio dell’impatto migliore che si può ottenere secondo le circostanze”. L’importante, ha insistito Parigi, è l’essere di fondo “d’accordo” e focalizzarsi “sull’essenziale, come “sostegno incrollabile” all’Ucraina.

I temi sul tavolo di oggi

Quello di oggi è un primo passo in avanti, importante porre “le basi” per un “rafforzamento delle relazioni” tra due nazioni “fondatrici dell’Unione”, senza dimenticare i “profondi rapporti bilaterali” e la “collaborazione economica di livello strategico” (magari sbloccando quel Trattato del Quirinale che rappresenta la sintonia politica tra due Paesi cugini).

Sul tavolo anche nuove integrazioni tra le due economie con un focus su ricerca e tecnologie d’avanguardia. Ma si guarderà anche alle comuni sfide europee, a partire dall’automotive, capitolo su cui Roma spera in una triangolazione con Parigi e Berlino.

I dossier più cari a Roma

Alla premier italiana, oltre alla competitività, stanno a cuore anche i dossier difesa e migranti, senza scordare il “rafforzamento delle relazioni transatlantiche”. Il tutto, è stato spiegato, con l’obiettivo di costruire “un’Europa più sovrana, più forte e più prospera”. Sul tavolo anche le modalità per reperire “le ingenti risorse” necessarie a finanziare le priorità strategiche europee. Con un “mix” che secondo Roma deve prevedere investimenti privati e fondi comuni.

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