di Carlo Longo

Alinghi contesta le scelte unilaterali di Team New Zealand per l’America’s Cup 2027: critiche sulla sede, mancanza di trasparenza e richiesta di governance condivisa

america's cupSale la tensione in vista della prossima edizione dell’America’s Cup. Il team svizzero Alinghi ha rivolto accuse precise a Team New Zealand, l’attuale detentore del trofeo, per la gestione della scelta della sede ospitante senza il coinvolgimento del Challenger of Record, Athena Racing.

Secondo Alinghi, la decisione di Team New Zealand di firmare un accordo commerciale con la città prescelta – che dovrebbe includere anche le regate delle Challenger Series per la Louis Vuitton Cup – sarebbe stata presa in maniera arbitraria, senza consultare i team sfidanti. “Una scelta del genere incide direttamente su aspetti logistici ed economici fondamentali per tutti i partecipanti”, afferma il team elvetico, sottolineando che i diritti sulla sede non spettano al Defender in assenza di un protocollo condiviso.

Accordo non trasparente sul’America’s Cup e governance sotto accusa

Le critiche di Alinghi vanno oltre la sola sede. Al centro delle proteste c’è anche la scarsa trasparenza con cui Team New Zealand avrebbe gestito l’intero processo. “Come si può approvare una sede se né i team coinvolti né la città stessa conoscono il formato della competizione?”, domanda il team, riferendosi alla mancanza di dettagli su regole e calendario delle regate.

La questione, secondo Alinghi, evidenzia una più ampia crisi di fiducia nella governance dell’America’s Cup. A tale proposito, la Société Nautique de Genève – lo yacht club svizzero – ha inviato una comunicazione ufficiale al Royal New Zealand Yacht Squadron, chiedendo chiarimenti sul ruolo e sulle responsabilità che spettano al Defender e al Trustee dell’evento.

Responsabilità storica e spirito di collaborazione

Nel suo intervento, Alinghi ha ricordato la propria esperienza come ex vincitore e organizzatore della manifestazione, rivendicando una responsabilità morale nel garantire che la Coppa sia gestita con equità. “Chi guida l’evento deve operare nell’interesse collettivo della regata, non in base a interessi unilaterali”, sottolinea il team svizzero.

Tuttavia, Alinghi non chiude del tutto le porte a una possibile partecipazione. “Siamo convinti, insieme ad Athena Racing e American Magic, che solo con trasparenza, fiducia reciproca e una visione condivisa si possa costruire un’edizione di successo”, si legge nella nota ufficiale.

Napoli 2027: la speranza di una partecipazione

Tra le righe della dichiarazione emerge una disponibilità condizionata a prendere parte alla regata del 2027, che potrebbe svolgersi a Napoli. “Se si arriverà a definire un Protocollo chiaro e condiviso, che garantisca equità sportiva e sostenibilità economica per tutti i team, allora Alinghi sarà pronta a valutare la propria partecipazione”, concludono.

Il messaggio è chiaro: la sfida è ancora aperta, ma per Alinghi — e non solo — servono regole certe, governance trasparente e rispetto dei ruoli per rendere l’America’s Cup un evento all’altezza della sua storia.

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