di Emilia Morelli
Sali Berisha accusa il governo Rama di brogli durante le elezioni in Albania e mostra presunte prove. Richiesta la formazione di un governo tecnico e nuove elezioni
A quasi due settimane dalla proclamazione della vittoria del primo ministro uscente Edi Rama, l’ex leader conservatore Sali Berisha non si arrende e insiste su gravi irregolarità. Il politico albanese, già capo del governo negli anni passati, ha lanciato pesanti accuse durante una conferenza stampa, contestando la regolarità del voto che ha visto trionfare il Partito socialista con un ampio margine.
Secondo Berisha, la consultazione elettorale sarebbe stata viziata da frodi sistematiche che avrebbero condizionato pesantemente l’esito finale. Di fronte ai giornalisti, ha chiesto l’istituzione di un esecutivo tecnico e l’organizzazione di nuove elezioni.
Berisha mostra presunte prove e video accusatori: “Il tavolo del crimine elettorale”
Nel corso della conferenza stampa tenutasi nella sede del suo partito a Tirana, Berisha ha esibito un filmato che, a suo dire, dimostrerebbe pratiche illecite. Il video mostra 117 schede elettorali già timbrate e pronte al voto, ritrovate in un bar del villaggio di Pekisht, nei pressi di Elbasan. Le schede, afferma il leader dell’opposizione, erano nelle mani di un referente locale legato ai socialisti.
“Guardate questo tavolo: è pieno di euro e carte d’identità. È la scena di un reato elettorale”, ha denunciato l’ex premier, convinto che questo sia solo uno dei tanti episodi che avrebbero favorito la coalizione di governo.
Berisha contesta il metodo del “treno bulgaro” e le denunce all’autorità giudiziaria
Tra le tecniche contestate figura anche il cosiddetto “treno bulgaro”, un meccanismo fraudolento ben noto nei contesti elettorali critici. Secondo la versione di Berisha, alcuni elettori avrebbero ricevuto schede precompilate in cambio di schede in bianco all’uscita dei seggi, dietro compensi economici.
Il leader del Partito Democratico ha dichiarato di aver presentato denuncia alla magistratura, pur esprimendo dubbi sull’imparzialità dello Spak, l’organismo anticorruzione che lo sta processando per presunti reati del passato.
Le reazioni ufficiali: governo e commissione elettorale smentiscono
L’entourage del premier Rama ha reagito con freddezza, liquidando le parole di Berisha come l’ennesima contestazione rituale a ogni tornata elettorale. Anche il presidente della commissione elettorale centrale, Ilirjan Celibashi, ha ridimensionato le accuse: “Non abbiamo ricevuto segnalazioni ufficiali su casi di treno bulgaro”, ha affermato, sottolineando comunque che eventuali anomalie dovranno essere accertate dalla magistratura.
Osservatori internazionali: ombre su una minoranza di casi
L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) aveva già sollevato dubbi subito dopo il voto. In un rapporto parzialmente contestato dal governo, gli osservatori hanno rilevato che il processo elettorale si è svolto in modo corretto nella maggior parte dei casi. Tuttavia, nel 4,6% dei 995 seggi monitorati, sono emerse problematiche legate a procedure irregolari e pressioni esercitate sugli elettori.
Eezioni sotto accusa, ma il risultato per ora non cambia
Mentre le istituzioni internazionali e la commissione elettorale difendono la regolarità generale del processo, le denunce di Berisha mantengono alta la tensione politica in Albania. Nonostante le accuse, il risultato resta ufficiale e la richiesta di nuove elezioni non sembra, al momento, trovare riscontro nelle sedi istituzionali.
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