di Mario Tosetti

L’economia italiana apre il 2025 con una crescita modesta dello 0,3%, ma le incertezze globali, l’inflazione e le difficoltà occupazionali minacciano il potere d’acquisto e aumentano il rischio di esclusione sociale, soprattutto nel Mezzogiorno

istatSecondo quanto riportato dall’ultimo Rapporto Annuale dell’Istat, il prodotto interno lordo dell’Italia ha registrato una variazione positiva dello 0,3% nel primo trimestre del 2025, confrontato con l’ultimo trimestre del 2024. Si tratta di un segnale di debole ripartenza, influenzato da molteplici fattori interni ed esterni che rendono l’evoluzione economica incerta nel medio termine. Ma le previsioni non sono ottimistiche.

Scenario globale e tensioni commerciali

La situazione internazionale rappresenta una delle principali fonti di instabilità per l’economia italiana. Le incertezze legate ai nuovi dazi annunciati dall’amministrazione statunitense di Donald Trump non sono ancora pienamente operative, ma già condizionano negativamente le prospettive di crescita sui mercati globali, soprattutto per un Paese fortemente orientato all’export come l’Italia.

Previsioni per il 2025: crescita rallentata

Le analisi dei principali istituti economici, sia nazionali che internazionali, convergono su un quadro poco dinamico per il 2025. L’Italia è attesa a un rallentamento del ritmo di crescita rispetto agli anni precedenti. Questo scenario dipenderà in larga parte dalla capacità di sostenere la domanda interna, condizionata da due fattori chiave: il potere d’acquisto delle famiglie, messo sotto pressione dal ritorno dell’inflazione, e l’andamento degli investimenti pubblici e privati nei primi mesi dell’anno.

 Mercato del lavoro in crescita, ma non abbastanza

Nel 2024 l’occupazione ha continuato a salire, ma con una velocità inferiore rispetto al 2023. Nonostante il dato positivo, l’Italia rimane in fondo alla classifica europea per il tasso di occupazione nella fascia d’età 15-64 anni. Le fasce più penalizzate restano i giovani e le donne, la cui partecipazione al mercato del lavoro resta sensibilmente inferiore rispetto alla media UE.

 Povertà e disuguaglianze territoriali in aumento

Un altro elemento di preoccupazione riguarda l’aumento della vulnerabilità sociale. Più del 20% della popolazione residente in Italia nel 2024 era a rischio di povertà. Le aree più colpite restano il Sud e le Isole, dove l’incidenza del rischio di esclusione sociale raggiunge livelli allarmanti: il 39,8% nel Mezzogiorno continentale e il 38,1% nelle regioni insulari. Questi dati evidenziano una persistente frattura territoriale, che rappresenta una sfida urgente per la coesione sociale ed economica del Paese.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo L’incertezza sui dazi pesa sulle previsioni economiche dell’Italia, crescita debole proviene da Associated Medias.