di Corinna Pindaro

Alle amministrative del 25-26 maggio 2025 occhi puntati su Genova, Ravenna, Taranto, Matera e altri grandi centri. Un banco di prova per partiti e coalizioni in vista delle decisive elezioni regionali d’autunno

elezioniLe elezioni comunali previste per il 25 e 26 maggio, con eventuali ballottaggi l’8 e 9 giugno, rappresentano un’importante fase preliminare nel panorama politico nazionale. Insieme al voto, gli italiani saranno chiamati a esprimersi anche su cinque quesiti referendari. Sebbene non siano considerate decisive come le elezioni regionali d’autunno, queste amministrative rappresentano un banco di prova per le principali forze politiche, in particolare nei Comuni capoluogo e in alcune città strategiche.

 Genova al centro della sfida: Salis contro Piciocchi

Il capoluogo ligure è tra le sfide simbolo di questa tornata. Dopo il passaggio di Marco Bucci alla presidenza della Regione, il centrosinistra cerca di riconquistare Genova candidando Silvia Salis, ex atleta e attuale vicepresidente vicaria del Coni. Con il sostegno compatto di tutta l’area progressista, la sua candidatura ha acceso i riflettori sul voto genovese. A fronteggiarla, per il centrodestra unito, c’è Pietro Piciocchi, figura di continuità con l’amministrazione uscente.

Ravenna: centrosinistra favorito ma il centrodestra si spacca

Anche a Ravenna il centrosinistra intravede la possibilità di mantenere il controllo. Alessandro Barattoni, ex segretario provinciale del PD, incarna l’unità della coalizione dopo l’uscita di scena di Michele De Pascale, ora presidente della Regione. Il fronte di centrodestra appare diviso: Fratelli d’Italia e Forza Italia sostengono Nicola Grandi, mentre la Lega presenta un proprio candidato, Alvaro Ancisi, segno di frizioni interne.

Matera, laboratorio politico con quattro candidati

A Matera, il quadro elettorale si presenta particolarmente frammentato. Scompaiono i simboli tradizionali dei partiti, e il centrosinistra si riorganizza su nuove basi. Tra i candidati spiccano Domenico Berardi, ex sindaco a 5 Stelle, Antonio Nicoletti per il centrodestra, Roberto Cifarelli, espressione storica del PD lucano, e Luca Prisco. La presenza di figure come Giuseppe Sala e Andrea Riccardi a sostegno di Cifarelli segnala la rilevanza strategica della sfida.

 Taranto: polarizzazione e tensioni sull’ex Ilva

Il voto a Taranto è condizionato dal tema, mai del tutto risolto, dell’ex Ilva. Il contesto è ulteriormente complicato dalla presenza di cinque candidati giudicati “impresentabili” dalla Commissione Antimafia. Piero Bitetti (PD) appare tra i favoriti, ma la concorrenza è agguerrita: Annagrazia Angolano corre con il Movimento 5 Stelle, mentre il centrodestra presenta due figure distinte — Luca Lazzaro, appoggiato da Fratelli d’Italia, e Mario Cito, figlio dell’ex sindaco Giancarlo Cito, con la lista At6-Lega d’Azione.

Altri scenari: Lamezia Terme e Assisi

Anche in centri di medie dimensioni si registrano sfide interessanti. A Lamezia Terme il centrosinistra si affida a Doris Lo Moro, già senatrice ed esperta di amministrazione pubblica. La competizione si gioca contro Mario Murone e il civico Gianpaolo Bevilacqua. Assisi, invece, vede il confronto diretto tra Valter Strappini per il centrosinistra e Eolo Cicogna per il centrodestra, con ben dieci liste collegate.

Circa 400 Comuni al voto

Oltre alle città più esposte mediaticamente, sono circa 400 i comuni di piccole e medie dimensioni che rinnoveranno le proprie amministrazioni. Seppur meno sotto i riflettori, rappresentano uno spaccato significativo del tessuto politico locale e contribuiranno a definire i nuovi equilibri in vista delle elezioni regionali di autunno, che vedranno al voto regioni chiave come Veneto, Toscana, Marche,

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