di Velia Iacovino

 Londra si è impegnata a versare contributi finanziari all’Ue per sostenere i programmi su alimentazione, energia e studenti. È prevista anche una rinegoziazione dell’adesione al programma Erasmus, che sarà però subordinata a “termini finanziari concordati”, ammettendo implicitamente un ritorno condizionato a una delle iniziative più amate dagli studenti europei.

“Una nuova era nelle relazioni con il nostro principale partner commerciale”. Così il primo ministro britannico Sir Keir Starmer ha annunciato oggi a Lancaster House un accordo storico con l’Unione europea che segna, di fatto, un’inversione di rotta rispetto alla Brexit del 2016. Lo riferisce The Times, che documenta passo dopo passo la giornata che potrebbe rappresentare l’inizio di un lento ma deciso riavvicinamento tra Londra e Bruxelles.

Accordo su difesa, immigrazione, commercio

Il patto – raggiunto dopo mesi di trattative tra le delegazioni guidate da Nick Thomas-Symonds per il Regno Unito e Maroš Šefčovič per l’UE – comprende ambiti chiave: cooperazione rafforzata in materia di difesa e sicurezza, contrasto all’immigrazione illegale, riallineamento agli standard alimentari europei per ridurre i controlli alle frontiere, e persino un possibile ritorno a un sistema di mobilità giovanile simile all’Erasmus. “Per troppo tempo è stato troppo difficile commerciare con il nostro vicino più importante», ha dichiarato Rachel Reeves, cancelliera dello Scacchiere, durante un incontro con imprenditori a Downing Street. «Questo accordo è un passo concreto per rimuovere quegli ostacoli”.

Torna la mobilità giovanile, ma con limiti

Uno dei punti più simbolici riguarda proprio la possibilità, per i giovani europei, di studiare, lavorare e viaggiare nel Regno Unito, grazie a un nuovo schema di “esperienza giovanile bilanciata”, i cui dettagli sono ancora da definire. Non si parla esplicitamente di numeri, ma Londra insiste su un tetto annuale agli ingressi. Riapertura anche per le au pair europee, escluse dopo la Brexit.

Contributi finanziari al blocco europeo

Il Regno Unito si impegna a versare contributi “appropriati” all’UE in cambio di facilitazioni commerciali, collaborazione energetica e riammissione al programma Erasmus. Sebbene non si tratti di fondi diretti al bilancio ordinario dell’Unione, l’opposizione conservatrice ha già alzato la voce contro ciò che definisce “una nuova tassa europea”.

Le e-gates riaperte per i turisti britannici

Notizia gradita ai viaggiatori: i cittadini del Regno Unito potranno tornare a utilizzare i varchi automatici (e-gates) negli aeroporti europei, misura che entrerà in vigore con i nuovi controlli biometrici previsti per fine anno.

La pesca come moneta di scambio: la Scozia insorge

Non mancano le polemiche. Una delle concessioni più discusse riguarda l’accesso alle acque britanniche da parte della flotta europea, esteso per dodici anni. “Una capitolazione totale”, ha tuonato Elspeth Macdonald della Scottish Fishermen’s Federation. Il governo ha cercato di calmare le acque annunciando un fondo da 360 milioni di sterline per le comunità costiere, ma le critiche – soprattutto in Scozia – restano forti. Il Partito Nazionale Scozzese ha denunciato l’assenza di consultazioni con i governi devoluti.

Cultura in sospeso: niente accordo per i musicisti

Nulla di fatto per quanto riguarda la libera circolazione dei musicisti britannici in tour. Il testo riconosce il valore degli scambi culturali, ma non prevede ancora misure concrete. Una delusione per chi, come Elton John, aveva sollecitato interventi urgenti per tutelare le arti.

Starmer: «Una nuova era, lasciamo alle spalle i vecchi dibattiti»

“Questo summit segna la fine dei vecchi dibattiti e l’inizio di una nuova fase”, ha dichiarato Starmer alla presenza della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo António Costa. “Stiamo realizzando ciò per cui i cittadini hanno votato lo scorso anno: sicurezza, rinnovamento e cooperazione”. Secondo il direttore dell’Institute for Fiscal Studies, Paul Johnson, l’impatto economico sarà limitato rispetto alla piena adesione al mercato unico, ma «ogni passo conta».

Un piccolo passo verso Bruxelles

Il ritorno formale nel mercato unico o nell’unione doganale non è ancora sul tavolo. Tuttavia, l’accordo di oggi è il segnale più chiaro finora di una volontà politica – da parte del governo laburista – di riparare almeno in parte gli strappi della Brexit. Come ha detto l’ex presidente di Marks & Spencer, Lord Rose, “abbiamo ignorato per troppo tempo i 250 milioni di persone a 20 miglia da noi. Ora è il momento di parlare di opportunità, non di resa”.

 

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Accordo Uk-Ue, nuovo corso nei rapporti tra Londra e l’Europa dopo la Brexit proviene da Associated Medias.