di Emilia Morelli

Dal vertice Cotec di Coimbra, Mattarella e Draghi chiedono un’azione urgente per il futuro dell’Europa. Competitività, difesa comune, energia e crescita al centro del dibattito

europaDal prestigioso vertice Cotec di Coimbra, che riunisce i capi di Stato di Italia, Spagna e Portogallo, arriva un appello vibrante alla rinascita dell’Europa. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l’ex premier Mario Draghi lanciano un messaggio forte: l’Unione Europea deve reagire ora, o rischia un declino irreversibile.

Sulle note della celebre “Nessun dorma” di Puccini, Mattarella trova un parallelismo evocativo: “Potrebbe applicarsi alla nostra Unione”, dice. Un’Europa che non può più permettersi di dormire. Il presidente ribadisce la necessità di agire con determinazione, evidenziando come la stagnazione possa portare a una perdita di benessere e all’irrimediabile distacco dalla frontiera tecnologica globale.

 Draghi: serve una nuova strategia europea

Il cuore del discorso dell’ex presidente della BCE, Mario Draghi, ruota attorno alla necessità di ripensare la politica macroeconomica europea. Con una visione pragmatica, Draghi sottolinea tre priorità fondamentali: energia, difesa e tecnologia. Il sistema attuale, sostiene, non è più sostenibile, soprattutto in un contesto in cui il commercio globale è sempre più condizionato da azioni unilaterali, come dimostrano i dazi e l’erosione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO).

Draghi non risparmia critiche all’Unione: “Siamo giunti a un punto di rottura”, dice, evidenziando la vulnerabilità dell’eurozona, afflitta da crescita debole e frammentazione politica. Se l’Europa vuole davvero ridurre la sua dipendenza economica dagli Stati Uniti, dovrà generare crescita in proprio, investendo in produttività interna e innovazione.

Crisi energetica: minaccia alla competitività e al clima

Un altro punto centrale dell’intervento è la questione energetica. Draghi mette in guardia: “I prezzi alti dell’energia e le carenze infrastrutturali sono una minaccia per l’industria europea, per le famiglie e per la strategia di decarbonizzazione”. L’ex premier chiede un cambio di rotta immediato, puntando su un’infrastruttura energetica più efficiente e sostenibile, in grado di rendere l’Europa più resiliente.

Mattarella, in sintonia, rilancia il tema della difesa comune europea, definendolo un “ritardo grave” che va colmato. La sovrapposizione dei discorsi tra i due leader riflette una profonda consonanza d’intenti. Entrambi chiedono una nuova stagione europea: meno privilegi, più investimenti, più innovazione.

Salari stagnanti e produttività in calo: la sfida della crescita in Europa

Nel suo intervento, Draghi fornisce un’analisi dettagliata delle cause della debolezza strutturale dell’Europa. Politiche di bilancio troppo restrittive, drastico calo degli investimenti pubblici e una competitività esterna privilegiata a scapito della produttività interna hanno minato le basi economiche dell’UE.

Il confronto con gli Stati Uniti è impietoso: mentre negli USA i salari reali sono cresciuti del 9% dal 2000, nell’eurozona sono rimasti pressoché fermi. Una situazione che, per Draghi, non può più essere ignorata. Serve un nuovo slancio economico e istituzionale, una strategia di lungo termine che rafforzi il mercato interno europeo e le sue capacità industriali.

Europa-USA: rapporti compromessi, ma ancora necessari

Draghi riconosce che l’interdipendenza economica con gli Stati Uniti resta cruciale, ma avverte: “È illusorio pensare che i rapporti torneranno alla normalità dopo le fratture recenti”. L’Europa deve aprirsi a nuovi mercati, pur sapendo che nel breve periodo sarà difficile colmare il vuoto lasciato dal ridimensionamento delle relazioni commerciali con Washington.

La conclusione è chiara: se l’Europa vuole davvero rafforzarsi e garantire una crescita sostenibile e autonoma, deve fare da sé. A Coimbra, Mattarella e Draghi hanno indicato la rotta. Ora tocca ai governi europei decidere se seguirla.

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