di Corinna Pindaro

Mentre Vladimir Putin diserta i colloqui di pace con l’Ucraina a Istanbul, Zelensky conferma la sua presenza. Coinvolti anche USA, Brasile e Cina. L’UE intensifica le sanzioni contro Mosca

istanbulSi avvicina l’appuntamento cruciale per la diplomazia internazionale: giovedì 15 maggio, Istanbul ospiterà un nuovo round di colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Tuttavia, il presidente russo Vladimir Putin non prenderà parte direttamente alle trattative. Al suo posto sarà presente Vladimir Medinsky, ex ministro della Cultura e attuale consigliere del Cremlino. Medinsky non è nuovo a questo tipo di incarichi: aveva già guidato la delegazione russa nei precedenti negoziati con Kiev, sempre in Turchia nel 2022.

Anche il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, non sarà della partita, smentendo le ipotesi circolate nei giorni precedenti. La portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha mantenuto il massimo riserbo fino all’ultimo, confermando solo oggi la decisione di escludere Putin dal vertice.

Zelensky ci sarà: Kiev insiste sulla presenza ai vertici

Di contro, l’Ucraina sarà rappresentata direttamente dal presidente Volodymyr Zelensky, che ha più volte sottolineato l’importanza di partecipare in prima persona a questo appuntamento. Da Kiev, nelle ultime settimane, erano giunti segnali chiari al Cremlino: la presenza di Putin sarebbe stata un segnale forte della volontà di Mosca di giungere a un’intesa concreta. Ma Mosca ha preferito un profilo più defilato.

Gli Stati Uniti puntano su Rubio e Witkoff

Anche gli Stati Uniti parteciperanno, seppur senza il presidente Donald Trump, che aveva inizialmente vincolato la sua presenza a quella del leader russo. Al vertice interverranno invece il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff, attesi a Istanbul a partire da venerdì 16 maggio. A confermarlo è stato lo stesso Trump in collegamento da Doha, sottolineando comunque l’importanza del dialogo multilaterale.

L’intervento di Lula e il ruolo di Cina e Brasile

L’appello alla pace non arriva soltanto dall’Occidente. Il presidente brasiliano Lula da Silva ha dichiarato pubblicamente la sua intenzione di spronare Putin a prendere parte ai negoziati: “Cercherò di parlargli. Non mi costa nulla dirgli: ‘Compagno Putin, vai a Istanbul e negozia, per l’amor di Dio’”, ha affermato durante una conferenza a Pechino. Prima di rientrare in patria, Lula farà tappa a Mosca per tentare un’ulteriore mediazione. In un comunicato congiunto diffuso ieri, Cina e Brasile hanno espresso il loro sostegno all’iniziativa di pace, ribadendo che il dialogo diretto rappresenta l’unica via per porre fine al conflitto.

Nuove sanzioni Ue: colpita la “flotta ombra” russa

Nel frattempo, l’Unione Europea prosegue con la linea dura contro Mosca. Questa mattina, gli ambasciatori dei 27 Stati membri hanno approvato il 17° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Le nuove misure rafforzano le restrizioni sulle esportazioni energetiche e colpiscono ulteriormente la cosiddetta “flotta ombra” – 189 navi incluse in questa tornata – oltre ad affrontare le attività ibride russe, le violazioni dei diritti umani e l’utilizzo di armi chimiche.

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato su X: “Stiamo limitando l’accesso russo alla tecnologia bellica e mantenendo alta la pressione sul Cremlino. Questa guerra deve finire”.

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