di Mario Tosetti
L’account X del nuovo Papa Leone XIV resta inattivo, ma cresce l’interesse per i tweet pre-elezione, i profili seguiti e l’identità digitale del futuro Pontefice. Tra retweet pro-life, giornalisti e media cattolici conservatori
Dall’elezione al soglio pontificio, l’account X (ex Twitter) del futuro Leone XIV è entrato in una sorta di “ibernazione digitale”. Ufficialmente silente, non ha ancora ripreso l’attività pubblica né si è trasformato in un canale ufficiale di comunicazione papale. Eppure, quel profilo personale, appartenuto al cardinale Robert Francis Prevost, continua ad attirare l’attenzione degli osservatori: se da un lato è fermo, dall’altro mostra segnali che raccontano molto della visione del nuovo Papa.
Tweet precedenti all’elezione: ideali, fede e temi divisivi
Alcuni post rilanciati prima del Conclave stanno emergendo tra giornalisti e analisti. Tra questi, tweet esplicitamente pro-life, critiche al vicepresidente statunitense JD Vance, e prese di posizione contro le teorie gender. Un retweet del cardinale tedesco Gerhard Ludwig Müller, figura di riferimento per i conservatori cattolici, è stato particolarmente notato. Un mix di contenuti che restituisce una fotografia interessante del pensiero e delle priorità del futuro Papa.
Follower in crescita esponenziale, anche se il profilo tace
Un dato impressionante riguarda il numero dei follower: dai circa 20.000 immediatamente successivi all’elezione, oggi sono saliti a oltre mezzo milione. Un incremento vertiginoso, dovuto all’interesse globale per il nuovo Pontefice. Tra i nuovi seguaci ci sono semplici fedeli, giornalisti, vaticanisti e curiosi. Tuttavia, il profilo resta silente. Nessun nuovo post, nessuna dichiarazione. Solo numeri in movimento, e un’aura di attesa digitale.
Chi seguiva il futuro Leone XIV: un mosaico di influenze
Più rivelatore ancora è l’elenco degli account seguiti dal futuro Papa prima della sua elezione. Il numero totale – 87 – è rimasto invariato, anche se molti profili nel frattempo sono stati chiusi o sospesi. Tra quelli ancora attivi spiccano profili ufficiali vaticani come Pontifex, la Segreteria di Stato e la Segreteria Generale del Sinodo, oltre a quelli di due conferenze episcopali: quella statunitense e quella peruviana.
Significativa anche la presenza di tre cardinali: Blase Cupich e Joseph Tobin, entrambi americani e noti per le loro posizioni progressiste, oltre al gesuita peruviano Pedro Barreto Jimeno. Seguono vescovi impegnati nei processi sinodali e due personalità attivamente coinvolte nella lotta contro gli abusi nella Chiesa: l’arcivescovo maltese Charles Scicluna e il gesuita Hans Zollner.
Media seguiti: tra voci istituzionali e cattolicesimo conservatore
Uno sguardo alla sezione “media seguiti” offre ulteriori indizi. Accanto a Vatican News e alla Sala Stampa vaticana, l’allora cardinale seguiva anche La Republica, quotidiano peruviano di centrosinistra, e portali cattolici conservatori come ACI-Prensa, Catholic News Agency (CNA, del gruppo EWTN) e Crux. Questo suggerisce una sensibilità ampia, che include voci provenienti da diversi orizzonti dell’informazione cattolica.
I giornalisti? Solo due. Ma molto noti
Sono solo due i giornalisti seguiti dal futuro Pontefice su X, ma entrambi di peso nel panorama mediatico vaticano. Il primo è John L. Allen, fondatore di Crux, uno dei più autorevoli vaticanisti americani. Il secondo è Gerard O’Connell, corrispondente della rivista America, legata ai gesuiti statunitensi. Entrambi erano presenti in Aula Paolo VI durante l’udienza che Leone XIV ha concesso ai giornalisti dopo l’elezione, seduti tra le prime file riservate a coloro che il Papa ha salutato personalmente. Un gesto che fa intuire familiarità e apprezzamento.
Un’identità digitale in sospeso
Il profilo social di Papa Leone XIV, fermo ma ancora visibile, rappresenta oggi un documento prezioso per comprendere alcune sfumature del nuovo Pontificato. Mentre l’account ufficiale @Pontifex attende di essere aggiornato o rilanciato, cresce la curiosità per i segnali pre-elezione e il “silenzio parlante” di un profilo che, anche muto, continua a dire molto.
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