di Emilia Morelli
Hamas libera Edan Alexander dopo 584 giorni a Gaza. Trump media con il Qatar e rilancia il cessate il fuoco. Netanyahu: “Nessuna tregua, i combattimenti proseguono”
Dopo 584 giorni di prigionia, Edan Alexander è stato finalmente liberato. Il giovane militare americano-israeliano, catturato da Hamas il 7 ottobre 2023 durante il devastante attacco alla frontiera meridionale di Israele, è stato consegnato alla Croce Rossa nella zona di Khan Younis. Debole ma cosciente, Edan ha avuto bisogno di assistenza per camminare fino al veicolo della Croce Rossa, che lo ha trasportato al confine israeliano.
Un rilascio fuori dai riflettori
A differenza di altre liberazioni orchestrate nei mesi precedenti, quella di Alexander è avvenuta senza cerimonie, scambi o proclami da parte di Hamas. Nessun prigioniero palestinese è stato rilasciato in cambio. La liberazione è stata il frutto di trattative riservate tra emissari statunitensi e rappresentanti del gruppo armato palestinese, condotte fuori dai canali ufficiali israeliani, probabilmente a Doha.
Il pressing americano: telefonata tra Trump e Netanyahu
Nelle ore successive alla liberazione, il presidente americano Donald Trump ha avuto un colloquio telefonico con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo il comunicato del governo israeliano, Netanyahu ha ringraziato Trump per il ruolo svolto nel rilascio. Ma dietro la diplomazia si cela tensione: Israele continua a mostrare freddezza verso qualsiasi spiraglio di tregua e insiste nel voler proseguire le operazioni militari nella Striscia.
Trump punta alla tregua e vola in Medio Oriente
Trump, pronto a partire per una missione diplomatica che toccherà Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, ha definito la liberazione di Alexander “un risultato monumentale” e un segnale di speranza per la fine della guerra. In Israele è tornato anche il suo inviato speciale Steve Witkoff, che ha incontrato Netanyahu insieme all’ambasciatore Mike Huckabee. Durante l’incontro si è discusso del possibile “quadro di liberazione” degli altri ostaggi ancora detenuti.
Netanyahu frena: “Combatteremo durante i negoziati”
Il primo ministro israeliano ha ribadito la linea dura. Anche se ha accettato la ripresa dei negoziati in Qatar, ha chiarito che “si terranno sotto il fuoco”, escludendo ogni ipotesi di cessate il fuoco immediato. La guerra, dunque, continua. Eppure, una delegazione israeliana partirà per Doha già domani. Possibile, secondo alcune fonti, che anche Edan Alexander raggiunga il Qatar per ringraziare Trump di persona, se le sue condizioni lo permetteranno.
Una liberazione attesa da mesi
Hamas aveva già annunciato la possibile liberazione di Edan Alexander lo scorso marzo, ma il collasso del cessate il fuoco ne aveva bloccato l’esecuzione. In aprile, un video diffuso dal gruppo mostrava il ragazzo affaticato chiedere di essere liberato, dopo oltre 550 giorni di detenzione.
Netanyahu resta fermo: “Nessuna tregua, nessun rilascio”
La reazione ufficiale di Netanyahu è stata glaciale. “Il rilascio non cambierà nulla”, ha dichiarato, smentendo le voci su un possibile cessate il fuoco a partire dalle ore 12. Ha inoltre ribadito che i negoziati per la liberazione degli altri ostaggi non comporteranno l’interruzione dei raid militari. Al contrario, ha promesso una “forte intensificazione” delle operazioni armate.
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