di Carlo Longo

Dopo mesi di tensioni e tariffe record, USA e Cina raggiungono un’intesa commerciale a Ginevra. I colloqui segnano progressi concreti verso una tregua economica globale

usa cinaIl secondo round di colloqui tra Usa e Cina a  Ginevra, ha portato a quella che potrebbe rivelarsi una vera e propria svolta nella lunga disputa commerciale tra le due superpotenze. A guidare la delegazione americana erano il segretario al Tesoro Scott Bessent e il rappresentante per il Commercio Jamieson Greer, i quali hanno parlato apertamente di “sostanziali progressi”. Secondo quanto dichiarato, sarebbe già stato raggiunto un accordo, i cui dettagli verranno resi pubblici all’inizio della prossima settimana.

Greer ha sottolineato con enfasi l’efficienza e la rapidità con cui si è giunti a un’intesa: “Il fatto che abbiamo raggiunto un accordo così velocemente dimostra che forse le divergenze non erano poi così insormontabili come si pensava”. Bessent ha aggiunto che l’intesa aiuterà ad affrontare l’emergenza nazionale proclamata dal Presidente Trump in merito alla crisi commerciale.

Trump parla di “reset totale” dopo mesi di escalation

Il presidente statunitense Donald Trump ha espresso il proprio entusiasmo sulla piattaforma Truth, parlando di “progressi significativi” e lasciando intravedere l’idea di un possibile “reset totale” nelle relazioni commerciali con la Cina. Solo poche settimane fa, le tensioni avevano raggiunto il picco, con tariffe reciproche fino al 145% imposte dagli USA e al 125% dalla Cina.

La presenza nella delegazione cinese del vicepremier He Lifeng, stretto collaboratore del presidente Xi Jinping, e del ministro della pubblica sicurezza Wang Xiaohong, indica la volontà di Pechino di affrontare anche il tema del Fentanyl, considerato una delle priorità assolute dall’amministrazione americana.

Il ruolo chiave delle pressioni interne: finanza e grandi aziende chiedevano chiarezza

Dietro l’apertura cinese a un nuovo dialogo potrebbe esserci l’effetto combinato della pressione crescente esercitata dai mercati finanziari e dalle grandi multinazionali americane. Il protrarsi delle incertezze commerciali, infatti, aveva iniziato a pesare sulle strategie delle aziende, con previsioni di rincari e un rallentamento degli investimenti. Anche l’amministrazione Trump ha probabilmente riconosciuto che il clima di instabilità stava diventando insostenibile in vista dei dati macroeconomici in uscita, come l’inflazione e le vendite al dettaglio, attesi in accelerazione.

Howard Lutnick, segretario al Commercio, ha ribadito ai media l’ottimismo sulla conclusione positiva del confronto, sottolineando l’importanza strategica dell’intesa per entrambe le nazioni. Anche il consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett ha confermato che Pechino ha mostrato grande apertura e interesse a ristabilire un equilibrio più sano nei rapporti economici bilaterali.

Una trattativa tesa ma produttiva: “negoziatori molto duri”

Jamieson Greer ha riconosciuto che le controparti cinesi si sono dimostrate estremamente determinate, ma ha anche apprezzato la loro dedizione. La Cina, tramite l’agenzia di Stato Xinhua, ha confermato l’importanza del dialogo, pur ribadendo la volontà di non cedere su principi fondamentali come l’equità e il rispetto delle regole internazionali.

Sembra dunque che, dopo mesi di ostilità commerciali, si sia aperta una finestra di dialogo concreta che potrebbe portare a un allentamento delle tensioni economiche a livello globale. L’accordo in via di definizione potrebbe rappresentare il primo passo verso un nuovo equilibrio nelle relazioni tra USA e Cina, in un contesto geopolitico in cui ogni tregua commerciale diventa cruciale anche per i mercati internazionali.

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