di Corinna Pindaro

L’Unione Europea lancia un tribunale speciale per giudicare i crimini di aggressione russi in Ucraina. Ecco come sarà strutturato e quali sono i prossimi passi

russiaL’Unione Europea, insieme ad altri Stati, ha ufficialmente approvato l’istituzione di un tribunale speciale incaricato di perseguire i crimini di aggressione commessi  dalla Russia contro l’Ucraina. La decisione è stata presa a Leopoli durante un incontro tra i ministri degli Esteri, segnando un passo cruciale verso la responsabilizzazione dei vertici russi. Il tribunale sarà integrato all’interno del Consiglio d’Europa e non opererà in modo indipendente. Obiettivo dichiarato: far rispondere Mosca delle sue azioni, paragonate per gravità a quelle compiute dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

I prossimi passi per l’attivazione del tribunale

L’approvazione da parte di 38 dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa rappresenta solo il punto di partenza. L’iter formale per la creazione dell’organo giudiziario proseguirà il 14 maggio in Lussemburgo, durante la sessione del comitato dei ministri del Consiglio. Intanto, il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha già avviato la procedura con una comunicazione ufficiale al segretario generale dell’organizzazione. Tuttavia, i nomi dei Paesi che sostengono l’iniziativa saranno resi pubblici solo dopo l’approvazione dei documenti legali fondanti.

La giustizia come deterrente contro nuove aggressioni

Secondo Kaja Kallas, alto rappresentante per la politica estera dell’UE, è fondamentale che tutti i responsabili delle atrocità commesse vengano chiamati a rispondere, incluso chi ha ordinato l’invasione. Anche il presidente ucraino Zelensky ha sottolineato l’importanza del tribunale come strumento per dissuadere futuri aggressori. Secondo lui, una giustizia forte e condivisa potrà servire da monito globale per la difesa della vita umana e dei diritti internazionali.

Kiev ospita il vertice dei Volenterosi

Mentre prosegue la costruzione del tribunale, l’Ucraina lavora anche sul piano diplomatico. Il presidente Zelensky ha convocato un vertice con i leader dei cosiddetti “Volenterosi”, i Paesi europei più solidali con Kiev, per rafforzare una coalizione alternativa agli Stati Uniti nei negoziati di pace. L’obiettivo del summit, in programma il 10 maggio a Kiev, è rafforzare la sicurezza comune e promuovere un nuovo assetto di difesa europeo.

Tensioni tra Mosca e Bratislava

La presenza del premier slovacco Robert Fico accanto a Vladimir Putin durante le celebrazioni russe per la fine della Seconda guerra mondiale ha suscitato dure critiche da parte dei vertici europei. Kaja Kallas ha espresso sconcerto per la scelta di Fico, sottolineando l’importanza di solidarizzare con l’Ucraina in un momento cruciale. Il gesto del leader slovacco ha creato ulteriore spaccatura tra i Paesi dell’Unione sulla gestione della crisi.

Spionaggio e accuse reciproche tra Ucraina e Ungheria

A complicare ulteriormente il quadro politico si aggiunge un nuovo fronte di tensione: una disputa di spionaggio tra Ucraina e Ungheria. I servizi segreti ucraini hanno arrestato due ex militari accusati di raccogliere informazioni per Budapest in aree sensibili al confine. In risposta, il governo ungherese ha negato ogni coinvolgimento, definendo le accuse “propaganda ostile”, ed ha espulso due diplomatici ucraini, accusandoli di operare come agenti sotto copertura.

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