di Carlo Longo
Scopri quali sono le città più vivibili e felici del pianeta secondo l’Happy City Index 2025: al vertice Copenaghen, bene Milano tra le italiane, sorpresa negativa per Roma
Vivere bene in città oggi significa molto più che avere un bel panorama o un clima mite. La qualità della vita urbana si misura nella capacità di offrire servizi efficienti, opportunità di lavoro equilibrate con il tempo libero, una mobilità moderna e sostenibile, oltre a un ambiente che favorisca il benessere mentale e fisico. In un contesto sempre più competitivo tra le grandi metropoli del mondo, alcune città riescono a eccellere in questo mix, diventando veri e propri modelli di felicità urbana. Vediamo la classifica dell’ Happy City Index.
Un indice su 200 città, 82 parametri per misurare la felicità
L’Happy City Index, curato ogni anno dall’Institute for Quality of Life di Londra, valuta ben 200 città in tutto il mondo sulla base di 82 indicatori, suddivisi in categorie che spaziano dall’ambiente all’economia, dalla salute all’istruzione, fino all’accessibilità culturale e alla mobilità. Questo strumento permette di capire in che misura un centro urbano riesce a rendere felici i suoi abitanti. Le città vengono suddivise in tre fasce: oro, argento e bronzo. Nell’edizione più recente, 31 città hanno raggiunto la fascia d’oro, e tra queste figura anche una protagonista italiana: Milano.
Copenaghen regina della felicità urbana
A dominare la classifica è Copenaghen, la capitale danese. Secondo il rapporto, la città si distingue per l’equilibrio straordinario tra innovazione e tradizione, unito a una forte attenzione per l’ambiente. I dati parlano chiaro: oltre l’85% dei residenti parla una seconda lingua e il 20% ha un titolo di studio post-universitario. La qualità della vita è migliorata anche da un’organizzazione lavorativa che privilegia l’equilibrio: la settimana lavorativa media non supera le 37 ore. A tutto questo si sommano un’eccellente rete di trasporti sostenibili, bassi livelli di inquinamento e ampi spazi verdi.
Zurigo e Singapore completano il podio
Al secondo posto si posiziona Zurigo, emblema di stabilità economica e qualità dei servizi. La ricchezza è un fattore chiave, con redditi medi nettamente superiori alla media nazionale. Singapore, invece, conquista la terza posizione per la sua efficienza tecnologica, la pianificazione urbana intelligente e un elevato livello di istruzione diffusa. L’indice premia la capacità della città asiatica di integrare prosperità economica e vivibilità quotidiana.
Le sorprese europee e asiatiche della top ten
Tra le prime dieci posizioni spiccano altre città nordiche come Aarhus, seconda rappresentante della Danimarca, e Anversa, in Belgio, che abbina alta scolarizzazione a una struttura urbana moderna e ben connessa. Seoul sorprende per la sua capacità di armonizzare tradizione e futuro, mentre Stoccolma, Taipei, Monaco di Baviera e Rotterdam completano la rosa delle migliori città “d’oro”. Anche se la Finlandia guida da anni la classifica del World Happiness Report, Helsinki si piazza “solo” al 14° posto nell’Happy City Index, che adotta criteri differenti focalizzati sulle aree urbane.
Milano eccelle tra le città italiane
Milano è la città italiana più vivibile secondo l’Index, collocandosi al 25° posto a livello mondiale. Il suo successo è legato alla vivacità economica, al multiculturalismo e a una mobilità urbana in evoluzione, che integra mezzi sostenibili con nuove tecnologie. Spazi culturali, qualità dei servizi e attenzione al benessere contribuiscono al suo piazzamento nella fascia più alta della classifica. Un segnale forte anche per il resto del Paese.
Italia: qualche luce, molte ombre
Oltre a Milano, solo Torino, Firenze e Bologna si piazzano nella metà alta della classifica, rispettivamente al 38°, 60° e 67° posto. Al contrario, città come Roma, Genova, Palermo e Napoli risultano lontane dagli standard di vivibilità richiesti, tutte al di fuori delle prime cento posizioni. Una situazione che riflette difficoltà strutturali in termini di servizi pubblici, ambiente urbano e mobilità. Roma, in particolare, non riesce a competere con le principali capitali europee sul piano dell’organizzazione e della qualità della vita.
Il fondo della classifica: tra sorprese e delusioni
Tra le città meno felici si trovano realtà insospettabili come Osaka, Boston e persino Toronto, spesso considerate esempi di vivibilità. A chiudere la classifica è la croata Pola, seguita dalla texana Houston e da Ankara, capitale della Turchia. Secondo gli analisti dell’Institute, questi centri urbani falliscono nel garantire condizioni adeguate in termini di ambiente, trasporti e benessere, risultando carenti in quasi tutte le categorie considerate.
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