di Velia Iacovino

Il Conclave proseguirà domani con due votazioni al mattino e due nel pomeriggio. Ogni giornata può culminare in una fumata bianca, ma nessuno può prevedere con certezza il momento in cui lo Spirito guiderà l’assemblea a convergere su un nome.

La prima fumata del Conclave è stata nera. Poco dopo le 19:00 di oggi, un fumo scuro si è levato dal comignolo della Cappella Sistina, annunciando al mondo che il Papa non è ancora stato eletto. Piazza San Pietro, gremita di fedeli provenienti da ogni continente, ha accolto il segnale con rispetto e raccoglimento, consapevole che il cammino verso l’elezione del nuovo Pontefice è cominciato.

Il Conclave, iniziato nel pomeriggio dopo la Missa pro eligendo Pontifice celebrata nella Basilica di San Pietro, segue un rito solenne e immutato nei secoli. I 117 cardinali elettori si sono chiusi a chiave nella Cappella Sistina per votare, pregare e discernere, lontani da ogni influenza esterna. L’intero processo si svolge nel massimo riserbo, secondo regole stabilite dalla Costituzione apostolica Universi Dominici Gregis e dalle disposizioni di Papa Francesco.

Le modalità di voto

Ogni cardinale scrive il nome del prescelto su una scheda che poi ripiega e depone in un’urna posta sull’altare. Le schede vengono contate e lette pubblicamente all’interno del Conclave, e ogni esito è seguito dalla combustione delle schede stesse, miscelate con sostanze chimiche per produrre una fumata nera (in caso di esito negativo) o bianca (in caso di elezione).

Perché un candidato venga eletto Papa, è necessario il quorum dei due terzi dei voti. Nel caso attuale, occorrono 78 voti su 117.

L’attesa in Piazza San Pietro

L’atmosfera in Piazza San Pietro è di intensa partecipazione spirituale. Pellegrini, turisti e romani si raccolgono in preghiera, in attesa del segno tanto atteso. Alcuni recitano il Rosario, altri osservano il comignolo della Sistina con sguardo fisso e speranzoso. Le televisioni di tutto il mondo trasmettono in diretta l’evento, mentre i commentatori cercano di decifrare i segnali provenienti dal cuore del Vaticano.

Non c’è delusione per la fumata nera: è parte integrante del processo. Ogni voto è un passo verso la scelta di un pastore universale, chiamato a guidare la Chiesa in un tempo di grandi sfide spirituali, morali e sociali.

Lo sguardo verso domani

Il Conclave proseguirà domani con due votazioni al mattino e due nel pomeriggio. Ogni giornata può culminare in una fumata bianca, ma nessuno può prevedere con certezza il momento in cui lo Spirito guiderà l’assemblea a convergere su un nome.

Intanto, il mondo continua a guardare alla Sistina, con il cuore sospeso e la speranza che presto risuoni il gioioso annuncio: Habemus Papam.

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