di Velia Iacovino

Nel frattempo, mentre Washington lancia segnali di apertura, Pechino, segnala il settimanale economico, muove le leve della sua politica monetaria per rianimare un’economia che arranca. La Banca Popolare Cinese ha annunciato un allentamento delle riserve obbligatorie per le banche di mezzo punto percentuale

orna a Ginevra la diplomazia del commercio globale. Scott Bessent, Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, e Jamieson Greer, Rappresentante per il Commercio, hanno annunciato che nel fine settimana incontreranno i loro omologhi cinesi per discutere di una possibile tregua nella feroce guerra dei dazi che ha infiammato i rapporti tra le due superpotenze economiche. Secondo quanto riportato dall’Economist

“Vogliamo disinnescare questa escalation”, ha dichiarato Bessent, lasciando intendere, secondo quanto riportato dall’Economist, che Washington è pronta ad ammorbidire la linea dura imposta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha recentemente portato i dazi sulle importazioni cinesi a un vertiginoso 145%. Pechino, dal canto suo, ha risposto con tariffe del 125% sui beni americani. “Una situazione insostenibile”, ha tuonato Bessent, lasciando trasparire una crescente inquietudine sull’impatto che questa spirale protezionistica potrebbe avere sull’economia globale.

L’incontro di Ginevra segnerà il primo vero tentativo di disgelo commerciale da mesi, dopo una lunga stagione di accuse incrociate e misure ritorsive. Non è ancora chiaro se la diplomazia riuscirà a scalfire il muro di sfiducia, ma il semplice fatto che le due delegazioni si siedano allo stesso tavolo è, per gli osservatori internazionali, già una piccola svolta.

Nel frattempo, mentre Washington lancia segnali di apertura, Pechino, segnala il settimanale economico, muove le leve della sua politica monetaria per rianimare un’economia che arranca. La Banca Popolare Cinese ha annunciato un allentamento delle riserve obbligatorie per le banche di mezzo punto percentuale, una mossa che libererà liquidità per circa 1.000 miliardi di yuan (pari a 138,6 miliardi di dollari). Contestualmente, il tasso sui pronti contro termine a sette giorni verrà tagliato all’1,4%.

Un doppio intervento mirato, spiegano da Pechino, per aiutare il gigante asiatico a centrare l’ambizioso obiettivo di crescita del 5% fissato per quest’anno. Ma tra dazi punitivi e tensioni geopolitiche, il cammino resta tutt’altro che agevole. Nel grande gioco della globalizzazione, l’economia e la politica si intrecciano in una danza spesso imprevedibile. E Ginevra, da sempre terreno neutro e simbolico, potrebbe tornare ad essere il palcoscenico dove gli equilibri si ridefiniscono. Resta da vedere se sarà solo una tregua temporanea o l’inizio di una nuova fase. Intanto, mercati e analisti restano con il fiato sospeso.

 

 

 

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