di Corinna Pindaro

Cosa prevedono i cinque referendum del 2025 su lavoro e cittadinanza. Dettagli sui quesiti, gli obiettivi e le possibili conseguenze delle modifiche legislative

referendumL’8 e il 9 giugno 2025 gli italiani saranno chiamati a esprimersi su cinque referendum abrogativi che potrebbero incidere profondamente su diritti del lavoro e cittadinanza. Quattro dei quesiti riguardano tematiche legate all’occupazione, mentre il quinto si concentra sul tema dell’accesso alla cittadinanza per gli stranieri. Trattandosi di referendum abrogativi, il loro esito sarà valido solo se almeno il 50% degli aventi diritto si recherà alle urne.

Chi Ha Proposto i Quesiti del Referendum e Come Si Vota

I primi quattro quesiti, tutti focalizzati su temi del lavoro, sono stati promossi dalla CGIL insieme ad altre realtà del mondo associativo. Il quinto quesito, che riguarda invece la cittadinanza, è stato proposto da Più Europa, con il supporto di forze politiche come Possibile, Psi, Radicali Italiani e Rifondazione Comunista.

Le richieste di referendum hanno superato di gran lunga le 500mila firme necessarie. Ogni quesito sarà votato separatamente, con una scheda di colore diverso per ciascuno.

Lavoro: Quattro Quesiti per Cambiare le Regole

1. Reintegro Dopo Licenziamento Illegittimo: Un Ritorno all’Articolo 18?

Il primo quesito mira a cancellare le attuali norme sui licenziamenti contenute nel contratto a tutele crescenti, introdotto con il Jobs Act del 2015. Attualmente, chi viene licenziato ingiustamente dopo quella data ha diritto a un’indennità economica, ma non al reintegro nel posto di lavoro, neppure in caso di sentenza favorevole. Se il quesito venisse approvato, si tornerebbe a un sistema simile a quello previsto dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, aggiornato dalla legge Fornero nel 2012, che permette la reintegrazione in alcuni casi specifici.

2. Più Tutele per Chi Lavora nelle Piccole Aziende

Il secondo quesito punta a rimuovere il tetto massimo all’indennizzo per i lavoratori licenziati ingiustamente nelle imprese con meno di 16 dipendenti. L’attuale limite di sei mensilità verrebbe eliminato: spetterebbe al giudice stabilire l’importo in base a vari fattori, come l’età del lavoratore, le sue condizioni familiari, la gravità del licenziamento e la capacità economica dell’azienda.

3. Contratti a Termine: Torna l’Obbligo di Motivare

Il terzo quesito intende limitare l’uso dei contratti a tempo determinato, oggi largamente utilizzati (oltre 2,3 milioni di persone secondo la CGIL). Attualmente, un contratto a termine può essere stipulato per un massimo di 12 mesi senza giustificazioni. Con l’abrogazione proposta, tornerebbe l’obbligo per il datore di lavoro di fornire una motivazione valida – la cosiddetta “causale” – giustificando il ricorso a questo tipo di contratto.

4. Appalti e Sicurezza: Maggiore Responsabilità per i Committenti

Il quarto quesito propone di rafforzare la responsabilità dei committenti in caso di infortuni o malattie professionali nei cantieri e nelle filiere in appalto. La normativa attuale esclude la responsabilità solidale del committente quando il danno deriva da rischi specifici dell’attività dell’appaltatore. L’obiettivo del referendum è eliminare questa eccezione, estendendo la responsabilità anche in quei casi.

Cittadinanza: Più Accesso per gli Stranieri

Ridurre il Tempo di Attesa da Dieci a Cinque Anni

Il quinto quesito, di carattere sociale e civile, punta ad abbreviare il periodo minimo di residenza legale necessario per poter richiedere la cittadinanza italiana, portandolo da dieci a cinque anni. La modifica interesserebbe milioni di persone, in particolare famiglie straniere con figli minorenni nati o cresciuti in Italia. La proposta riguarda solo la durata della permanenza regolare: tutti gli altri requisiti previsti – come la conoscenza della lingua italiana, l’assenza di reati e un reddito stabile – resterebbero invariati.

Il voto di giugno 2025 rappresenta un appuntamento cruciale per i diritti civili e del lavoro in Italia. Se i quesiti verranno approvati, potrebbero segnare un cambio di rotta nelle politiche occupazionali e nel riconoscimento della cittadinanza. Come sempre, il primo passo è la partecipazione: solo con un’affluenza superiore al 50% i referendum avranno valore legale.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Referendum 8-9 Giugno 2025: quesiti su Lavoro e Cittadinanza proviene da Associated Medias.