di Carlo Longo
Zelensky rivela che un recente incontro con Trump potrebbe aver influenzato il suo approccio al conflitto in Ucraina. Messaggi forti su sicurezza e tregue diplomatiche
Durante una conversazione riservata con alcuni giornalisti a Kiev, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condiviso un dettaglio significativo sul suo recente incontro con Donald Trump, avvenuto il 26 aprile nel contesto dei funerali di Papa Francesco. Secondo Zelensky, quell’occasione avrebbe offerto al leader statunitense l’opportunità di vedere il conflitto russo-ucraino sotto una nuova luce. “Ho motivo di credere che, dopo aver parlato con me, Trump stia rivalutando alcune delle sue posizioni,” ha dichiarato il presidente ucraino, lasciando intravedere un potenziale cambio di rotta da parte dell’ex inquilino della Casa Bianca.
Avvertimenti alla comunità internazionale: “La sicurezza in Russia non è garantita”
Zelensky ha colto l’occasione per inviare un messaggio chiaro anche sul piano della diplomazia internazionale. In vista delle celebrazioni previste a Mosca per il 9 maggio, anniversario della vittoria sovietica nella Seconda guerra mondiale, il presidente ucraino ha ammonito i leader stranieri che parteciperanno all’evento. Il riferimento, non troppo velato, è ai rischi legati a possibili provocazioni sul territorio russo. “Non possiamo assumerci la responsabilità di ciò che accadrà in Russia. La sicurezza sarà nelle loro mani,” ha sottolineato, lasciando intendere che eventuali tensioni non sarebbero sotto il controllo dell’Ucraina. Tra i leader attesi a Mosca c’è anche il presidente cinese Xi Jinping.
Zelensky respinge la tregua simbolica di Putin: “Serve una vera pausa nei combattimenti”
Il presidente ucraino ha inoltre espresso forte scetticismo verso la proposta del Cremlino di una breve tregua armata dall’8 al 10 maggio. Definendola poco seria, Zelensky ha escluso qualsiasi apertura a soluzioni temporanee. “Non voglio prestarmi a giochi diplomatici. Tre giorni non sono sufficienti per costruire un percorso di pace credibile,” ha ribadito. In alternativa, ha rilanciato una proposta più concreta: una cessazione delle ostilità per almeno 30 giorni, un lasso di tempo necessario, secondo lui, per avviare trattative vere. La posizione dell’Ucraina, ancora una volta, si conferma rigida contro qualsiasi tentativo di rallentamento strategico camuffato da proposta di pace.
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