di Emilia Morelli
Il CEO Francesco Milleri rilancia sulla visione di Del Vecchio: robotica, wearable computing e nuove acquisizioni al centro della strategia EssilorLuxottica. E sulla partita Mediobanca-Generali: “Aspettiamo informazioni complete”
L’assemblea annuale di EssilorLuxottica ha approvato a larga maggioranza il bilancio 2024 e la distribuzione di un dividendo record di 3,95 euro per azione. Un dato che conferma la solidità del gruppo nato dalla fusione tra Essilor e Luxottica, e che ha visto una crescita ininterrotta per 15 trimestri consecutivi.
Il CEO e presidente Francesco Milleri, confermato con oltre il 90% dei voti insieme al vice-CEO Paul du Saillant, ha colto l’occasione per delineare il futuro del gruppo e commentare alcune delle dinamiche finanziarie che coinvolgono la holding Delfin, di cui è anche presidente.
Wearable tech e robotica: il futuro secondo Milleri
Durante l’assemblea, Milleri ha ribadito l’ambiziosa visione ispirata dal fondatore Leonardo Del Vecchio, annunciando una nuova fase di diversificazione:
“Partiamo da montature e lenti, ma possiamo andare molto oltre. Il wearable computing sarà il cuore della nostra evoluzione”.
La società sta puntando su occhiali intelligenti che possano sostituire gli smartphone, integrando vista e udito e offrendo piena libertà d’uso nella vita quotidiana. In parallelo, la robotica entra nella strategia di investimento, con il gruppo che vuole posizionarsi in settori ad alta tecnologia per estendere la sua presenza industriale.
Dipendenti investitori e crescita dei dividendi
Un altro dato significativo emerso dall’assemblea è il coinvolgimento diretto dei dipendenti: oltre 100.000 collaboratori, circa uno su due, sono azionisti della società, un segno concreto di fiducia nel percorso dell’azienda. Dal 2018, il dividendo è quasi raddoppiato, segnando un +94% in sei anni.
Acquisizioni e nuovi mercati: Supreme e med-tech nel mirino
EssilorLuxottica continua a espandersi attraverso operazioni mirate.
“Le fusioni e acquisizioni fanno parte del nostro DNA”, ha spiegato Milleri, citando l’acquisizione di Supreme come esempio di successo per entrare in un target giovane (14-24 anni).
Sono allo studio nuovi dossier, anche nel settore med-tech e in altri comparti complementari all’ottica, sempre con l’obiettivo di innovare prodotti e linguaggio, mantenendo un dialogo aperto con ogni fascia di pubblico.
Il risiko bancario italiano: “Manca un pezzo d’informazione”
Commentando l’offerta pubblica di scambio di Mediobanca su Banca Generali, Milleri ha tenuto un profilo prudente:
“Come Delfin siamo investitori in entrambe le realtà. Gradiremmo operazioni senza vincitori né vinti. Daremo un giudizio solo dopo aver analizzato tutti i dettagli”.
Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, controlla circa il 20% di Mediobanca, il 9,8% di Generali e una quota significativa anche in MPS. Tuttavia, secondo Milleri, mancano ancora informazioni essenziali per prendere posizione sull’operazione.
La trasformazione di Mediobanca secondo Delfin
Riguardo al lavoro dell’AD di Mediobanca Alberto Nagel, Milleri ha riconosciuto un cambio di passo:
“Sta cercando di trasformare la banca. Forse è stato spinto a farlo, ma è anche il compito degli azionisti pretendere performance migliori”.
Tutto sarà rimandato all’assemblea di Mediobanca del 16 giugno. Fino ad allora, nessun contatto diretto tra Milleri, Nagel o Donnet è stato avviato, ma Delfin resta attenta osservatrice di un settore in pieno fermento.
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