di Carlo Longo
La vicepremier ucraina Svyrydenko vola a Washington per firmare accordi sui metalli rari e cooperazione economica con gli Stati Uniti. Intanto Mosca parla di negoziati, ma resta ferma sulla vittoria
Il viaggio della vicepremier e ministra dell’Economia ucraina Yulia Svyrydenko a Washington segna un possibile snodo cruciale nei rapporti tra Stati Uniti e Ucraina. Secondo fonti vicine al governo di Kiev, le due nazioni sarebbero in procinto di siglare un accordo sulla produzione e lo sfruttamento dei metalli delle terre rare, un settore strategico per l’industria tecnologica e militare. I dettagli tecnici del documento sono attualmente in fase di definizione finale, con la firma prevista già entro la giornata.
Nuovo patto per la cooperazione economica in arrivo
Ma l’accordo sui metalli non è l’unico dossier sul tavolo. Il governo ucraino starebbe valutando anche un nuovo accordo di cooperazione economica bilaterale con gli Stati Uniti, un ulteriore segnale di rafforzamento dei legami economico-diplomatici tra i due Paesi. Questo patto potrebbe includere incentivi per investimenti americani in Ucraina e un quadro normativo per sostenere la ricostruzione e la resilienza economica postbellica.
Mosca tra apertura diplomatica e retorica della vittoria
Sul fronte russo, le dichiarazioni si mantengono ambigue. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che il presidente Vladimir Putin sarebbe disposto a negoziati diretti con l’Ucraina senza condizioni preliminari. Tuttavia, ha anche sottolineato come le cause del conflitto siano troppo complesse per essere risolte rapidamente, criticando l’“approccio semplicistico” che, secondo Mosca, vorrebbe adottare Washington.
Nessuna risposta da Kiev alla proposta russa
Peskov ha anche espresso rammarico per l’assenza di segnali da parte del governo ucraino. Secondo il Cremlino, Kiev non avrebbe ancora risposto alla proposta di dialogo, e al contrario starebbe imponendo condizioni che Mosca considera inaccettabili, come l’istituzione di un cessate il fuoco prolungato, in contrasto con la visione del presidente Putin.
Obiettivi militari intatti: “La Russia deve vincere”
Nonostante la retorica sull’apertura diplomatica, Peskov ha ribadito che l’obiettivo russo rimane la vittoria militare. Ha descritto le azioni della Russia come parte di una “operazione militare speciale” necessaria per tutelare gli interessi nazionali. “Ogni decisione presa da Putin è corretta”, ha dichiarato, rimarcando che “il dovere della Russia è vincere”.
Diplomazia auspicata, ma subordinata agli obiettivi di Mosca
Infine, il portavoce del Cremlino ha sottolineato che, sebbene Mosca preferirebbe raggiungere i suoi obiettivi per via diplomatica, ciò potrà accadere solo se Kiev accetterà un confronto senza precondizioni. “Fino ad oggi non c’è stata alcuna risposta da parte ucraina e il conflitto prosegue”, ha concluso Peskov, lasciando aperta, almeno formalmente, la porta a una soluzione negoziale.
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