di Mario Tosetti
Dmitry Medvedev dichiara che Finlandia e Svezia, nuovi membri della NATO, sono ora obiettivi militari della Russia. Cresce la tensione con l’Occidente tra accuse, minacce nucleari e richieste estreme sul conflitto ucraino
L’ingresso della Svezia e della Finlandia nella NATO continua a generare forti reazioni da Mosca. Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale vice segretario del Consiglio di Sicurezza, ha affermato pubblicamente che i due Paesi scandinavi sono da considerare “bersagli militari” per la Russia. Le sue dichiarazioni, rilasciate durante un evento in patria, includono anche il riferimento alla possibile “componente nucleare” nelle risposte militari di Mosca. Un messaggio chiaro, che punta a dissuadere ulteriori avvicinamenti del Nord Europa all’Alleanza Atlantica.
La sfiducia verso l’Occidente
Medvedev ha inoltre lanciato dure accuse ai Paesi europei e agli Stati Uniti, rei – secondo lui – di aver tradito la fiducia della Russia nei primi anni successivi al crollo dell’Unione Sovietica. Tra i governi esplicitamente menzionati figurano quelli di Italia, Francia, Germania e Regno Unito. A suo giudizio, Mosca avrebbe dovuto mantenere un atteggiamento più diffidente e meno conciliatore nei confronti dell’Occidente fin dall’inizio della nuova era geopolitica post-sovietica.
Negoziati con Kiev: richieste inconciliabili
In merito ai negoziati sul conflitto in Ucraina, Medvedev ha ribadito che la Russia è disposta a discutere una soluzione, ma solo alle proprie condizioni. La posizione del Cremlino resta inflessibile: tra le richieste figura la caduta del governo ucraino, ritenuto un ostacolo a una pace duratura. Parole che rendono difficile, se non impossibile, ogni tipo di dialogo concreto con la controparte occidentale e con Kiev.
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