di Carlo Longo

Dopo mesi di intensi combattimenti, si affaccia una nuova possibilità di cessate il fuoco. Kiev e Mosca lasciano intravedere segnali di apertura, mentre l’Occidente spinge per un’intesa che possa mettere fine alla guerra

Il conflitto in Ucraina potrebbe entrare in una fase di transizione. Dopo la proposta europea di una coalizione per il peacekeeping e le pressioni crescenti da parte degli Stati Uniti, emergono i primi spiragli di dialogo tra Russia e Ucraina. Sul terreno la guerra non si ferma, ma sia Vladimir Putin sia Volodymyr Zelensky iniziano a parlare apertamente della possibilità di un cessate il fuoco, seppure temporaneo.

La proposta ucraina: silenzio nei cieli

A lanciare il primo segnale è stato il presidente ucraino, che ha chiesto l’estensione della tregua pasquale – già finita tra accuse incrociate – proponendo una sospensione degli attacchi aerei e con droni contro le infrastrutture civili per almeno trenta giorni. Una richiesta che il Cremlino ha accolto con cautela, ma senza chiusure. Putin ha lasciato intendere di essere disposto a valutare l’opzione e ha persino ipotizzato incontri diretti con la controparte ucraina, definendoli «oggetto di un esame dettagliato».

Il ruolo cruciale degli Stati Uniti

A spingere verso una soluzione diplomatica è soprattutto Washington. In vista del vertice di Londra, la Casa Bianca mira a raggiungere un’intesa che possa condurre a un cessate il fuoco significativo, come base per futuri negoziati di pace. Dopo aver minacciato di abbandonare le trattative, Donald Trump è tornato a mostrarsi fiducioso, dichiarando pubblicamente che le probabilità di una tregua sono «molto buone» e annunciando imminenti sviluppi.

Londra snodo decisivo per la pace

Zelensky ha confermato la partecipazione dell’Ucraina al summit, sottolineando la disponibilità a proseguire lungo il cammino diplomatico. Il leader ucraino ha ribadito che l’obiettivo è un cessate il fuoco totale, preludio a una pace stabile e duratura. Tuttavia, ha anche ricordato come Putin avesse ignorato una precedente proposta statunitense, lasciando intendere che da Mosca non ci si aspettano concessioni rapide.

La fine della tregua e la ripresa degli scontri

Il fragile cessate il fuoco pasquale si è concluso con un’escalation di accuse. Kiev ha denunciato migliaia di violazioni, mentre Mosca ha parlato di centinaia di attacchi subiti. Secondo fonti ucraine, al termine della tregua il territorio è stato colpito da tre missili e quasi cento droni. Zelensky ha affermato che l’Ucraina risponderà in modo proporzionale: tregua se ci sarà tregua, difesa se ci saranno nuovi attacchi.

I fronti caldi: Nord e Nord-Est sotto pressione

La guerra prosegue soprattutto nel settentrione dell’Ucraina, dove le forze russe hanno intensificato le operazioni. I combattimenti si concentrano nelle aree di Kursk e Sumy, ma anche a Pokrovsk, Lyman e Toretsk, città strategiche per la logistica militare. Le truppe ucraine resistono, ma la pressione russa si fa sempre più forte.

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