di Carlo Longo
L’Unione Europea punta ad anticipare alcune misure del Patto su Migranti e Asilo. Più rapide le procedure per i richiedenti, nuova lista di Paesi sicuri e maggiore efficienza nei rimpatri
La Commissione Europea ha deciso di imprimere un’accelerazione al Patto su Migranti e Asilo, proponendo di applicare in anticipo alcune misure la cui entrata in vigore è formalmente prevista per il giugno 2026. L’obiettivo principale è rendere più veloce e funzionale la gestione delle domande di asilo, soprattutto quelle considerate infondate o poco fondate. Al centro della proposta c’è la volontà di rafforzare la capacità degli Stati membri di intervenire con maggiore tempestività, garantendo allo stesso tempo una risposta più efficace al fenomeno migratorio.
Un elenco comune dei Paesi sicuri per un sistema europeo più omogeneo sui migranti
Una delle novità più rilevanti riguarda la creazione di una lista europea condivisa dei cosiddetti “Paesi di origine sicuri”. Attualmente ogni Stato membro possiede un proprio elenco nazionale, ma la Commissione intende introdurre un criterio uniforme valido per tutti. Questo dovrebbe consentire l’applicazione di una procedura accelerata alle richieste di asilo provenienti da cittadini di tali nazioni, facilitando così eventuali rimpatri in caso di esito negativo. La proposta prevede anche deroghe specifiche per singole regioni o categorie di persone, permettendo una maggiore flessibilità nell’applicazione delle nuove norme.
Il plauso di Meloni: “Italia in prima linea nella gestione dei flussi dei migranti”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha accolto con favore l’iniziativa europea. In particolare ha espresso soddisfazione per l’inserimento nella lista proposta di Paesi come Bangladesh, Egitto e Tunisia. Meloni ha sottolineato come l’anticipo di alcune misure del Patto – tra cui l’applicazione del principio del 20% per attivare le procedure accelerate alle frontiere – rappresenti una conferma dell’efficacia della linea adottata dal governo italiano negli ultimi anni. Secondo la premier, l’Italia ha avuto un ruolo fondamentale nel promuovere una svolta nelle politiche europee sulla gestione dei confini e nella lotta all’immigrazione irregolare.
Cosa succede ora: i prossimi passaggi per l’approvazione definitiva
La proposta della Commissione dovrà ora passare al vaglio dei colegislatori europei. Se approvata, l’elenco comune dei Paesi sicuri diventerà uno strumento vincolante per tutti gli Stati membri, sostituendo l’attuale normativa basata sulle designazioni nazionali. In questo modo, l’UE punta a una maggiore coerenza tra i Paesi dell’Unione nella valutazione delle domande di asilo e a un rafforzamento della cooperazione internazionale per i rimpatri. Un cambiamento che potrebbe segnare una svolta decisiva nella politica migratoria europea.
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