di Mario Tosetti

Dopo l’attacco russo che ha causato decine di morti nella città ucraina, esplode la polemica tra governo centrale e autorità locali. L’esercito di Mosca giustifica il bombardamento con una cerimonia militare annunciata: per Kiev è propaganda e crimine di guerra

sumyUna mattina che doveva essere di festa si è trasformata in uno dei giorni più tragici per la città di Sumy. Nel cuore della domenica delle Palme, un attacco russo ha devastato un’area civile affollata, provocando almeno 35 vittime, tra cui due bambini, e oltre 120 feriti. Il bombardamento, secondo quanto riferito dalle autorità ucraine e confermato da testimoni, è stato condotto con la tecnica del double tap: un primo missile seguito da un secondo colpo a distanza di pochi minuti, colpendo anche soccorritori e civili accorsi sul posto.

Il racconto dei sopravvissuti: “Dove stai andando, papà?”

Le immagini e le testimonianze che emergono da Sumy raccontano una scena di caos e disperazione. Artem Selyanin, medico 47enne, è corso verso il luogo della prima esplosione per prestare aiuto, lasciando la colazione con la famiglia. “Devo salvare delle persone”, ha risposto alla figlia che gli chiedeva dove stesse andando. Quella corsa si è trasformata in un addio: Artem è tra le vittime del secondo missile. A pochi passi, una chiesa celebrava la benedizione delle palme. L’attacco ha colpito in un momento in cui molte famiglie erano in strada, approfittando del bel tempo.

Le accuse di Semenikhin: “Cerimonia militare organizzata senza criterio”

La tragedia ha acceso immediatamente un violento scontro politico tra Kiev e le autorità locali. Secondo il sindaco di Konotop, Artem Semenikhin, la presenza in città di una cerimonia di premiazione per la 117esima Brigata militare avrebbe offerto a Mosca un pretesto per colpire. In un video pubblicato sui social, Semenikhin ha accusato apertamente il governatore regionale, Volodymyr Artyukh, di aver organizzato l’evento in un giorno così sensibile, contribuendo indirettamente a “giustificare” l’attacco russo agli occhi del Cremlino.

Zelensky interviene: Artyukh rimosso, arriva Hryhorov

A seguito delle polemiche, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha deciso di sollevare Artyukh dal suo incarico, sostituendolo con Oleh Hryhorov, già a capo della polizia della regione di Luhansk. Una mossa che riflette il clima di alta tensione tra istituzioni centrali e locali, ma anche la necessità politica di mostrare fermezza e responsabilità in un momento tanto critico. Artyukh ha respinto ogni accusa, sostenendo di non essere stato coinvolto nella pianificazione della cerimonia, ma la catena di comando rende improbabile che un’iniziativa simile sia passata inosservata ai suoi occhi.

Tra propaganda e crimini di guerra: le bombe a grappolo e la linea del G7

Le autorità ucraine accusano la Russia di aver utilizzato cluster bomb, armi vietate dalle principali convenzioni internazionali, per massimizzare il danno. Una tecnica già tristemente nota per essere stata ampiamente impiegata durante il conflitto siriano. Secondo fonti locali, al momento dell’attacco solo pochi militari si trovavano nelle vicinanze, e le vittime confermate sono in larghissima parte civili.

Sul piano diplomatico, intanto, si registra una frattura tra l’Ucraina e i partner del G7: gli Stati Uniti avrebbero comunicato che non sosterranno una dichiarazione congiunta di condanna contro Mosca per quanto accaduto a Sumy. Una posizione che, per Kiev, rischia di rafforzare l’impunità russa.

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