di Carlo Longo

Il futuro cancelliere Friedrich Merz rompe il silenzio sulla questione dei missili a lungo raggio e apre a una possibile svolta nella politica tedesca sull’Ucraina, mentre da Mosca arrivano minacce di escalation

germaniaDopo mesi di silenzi e ambiguità, il leader della CDU Friedrich Merz si è espresso pubblicamente sull’eventuale invio dei missili Taurus all’Ucraina, aprendo alla possibilità di una fornitura che finora il governo Scholz aveva categoricamente escluso. In un’intervista televisiva andata in onda domenica sera, Merz ha dichiarato di essere favorevole a fornire gli armamenti “in coordinamento con i partner europei”, sottolineando che “altri alleati già forniscono missili a lungo raggio: lo fanno britannici, francesi e americani”.

La presa di posizione rappresenta un netto cambio di passo rispetto all’atteggiamento prudente tenuto finora dalla Germania. E segna anche una chiara distanza politica da Olaf Scholz, il cui esecutivo uscente ha sempre preferito evitare qualsiasi provocazione nei confronti del Cremlino.

Il ponte di Kerch nel mirino: la strategia ucraina trova nuova linfa

Secondo Merz, l’Ucraina ha bisogno urgente di rompere lo stallo militare e passare da una posizione difensiva a una fase offensiva. I missili Taurus, con il loro raggio d’azione di 500 chilometri, sarebbero un elemento determinante per cambiare le dinamiche del conflitto, consentendo a Kiev di colpire in profondità le linee di rifornimento russe, compreso il simbolico e strategico ponte di Kerch, che collega la Russia alla Crimea.

Più volte l’esercito ucraino ha tentato, senza successo duraturo, di interrompere questo collegamento chiave. L’arrivo dei missili tedeschi potrebbe finalmente rendere possibile un’operazione su vasta scala, con ripercussioni significative sull’equilibrio della guerra.

Mosca minaccia: “Fornitura tedesca sarebbe un’escalation”

Non si è fatta attendere la reazione di Mosca, che ha subito bollato come “escalation” la sola ipotesi dell’invio dei Taurus. Il Cremlino ha interpretato l’apertura di Merz come un segnale ostile, alimentando nuove tensioni in un quadro geopolitico già incandescente.

Le dichiarazioni di Merz arrivano inoltre in un momento delicatissimo: solo pochi giorni fa, la città ucraina di Sumy è stata teatro di un attacco devastante che ha provocato decine di vittime civili. L’episodio è stato definito da Merz un “crimine di guerra” e una dimostrazione ulteriore dell’aggressività del regime di Putin.

Dialoghi di pace e ambiguità americane

Il leader cristianodemocratico ha anche criticato le recenti aperture diplomatiche degli Stati Uniti verso la Russia, affermando che “Putin non risponde alla debolezza, né alle offerte di pace”. Un chiaro riferimento al recente incontro tra il presidente russo e l’inviato speciale di Donald Trump, Steven Witkoff, avvenuto poche ore prima dell’attacco a Sumy. Per Merz, quell’azione rappresenta una risposta violenta a qualsiasi tentativo di avviare un dialogo.

Governo in bilico tra CDU e SPD: i Taurus restano un nodo politico

Nonostante la presa di posizione netta, Merz dovrà trovare un equilibrio con il Partito Socialdemocratico (SPD) per formare il nuovo governo. E proprio il leader socialdemocratico Lars Klingbeil ha ribadito la sua contrarietà alla fornitura dei Taurus, dichiarando di “non voler aprire polemiche pubbliche su singoli sistemi militari”.

Il futuro cancelliere sarà quindi chiamato a superare una delicata impasse politica interna prima di poter dare una risposta concreta a Volodymyr Zelensky, che da mesi chiede l’invio dei missili tedeschi.

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