di Corinna Pindaro

A Montecitorio il primo intervento di un sovrano britannico: tra richiami storici, valori condivisi e un invito a rafforzare i legami tra Regno Unito e Italia

re carlo parlamentoCon tono cordiale e sorprendentemente fluente in italiano, Re Carlo III ha aperto il suo intervento in Parlamento alla Camera dei Deputati con una battuta: “Spero di non rovinare la lingua di Dante così tanto da non essere più invitato in Italia”. Un’apertura che ha subito conquistato l’attenzione dell’aula, in un discorso che ha toccato temi profondi, dalla storia alla geopolitica, dall’ambiente alla democrazia.

Il sovrano ha ricordato figure emblematiche italiane, come il giudice Giovanni Falcone e la partigiana Paola Del Din, che a 101 anni resta un simbolo di coraggio e collaborazione tra popoli. “Le nostre storie sono intrecciate”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di un’identità europea condivisa e di un’amicizia da rafforzare nel tempo.

Un intervento storico all’insegna dei valori europei

L’intervento di Re Carlo a Montecitorio segna una prima volta assoluta: mai prima d’ora un monarca del Regno Unito aveva parlato in Parlamento italiano. In un discorso durato circa venti minuti, il Re ha abbracciato una visione europeista, ambientalista e profondamente democratica, lanciando un messaggio chiaro di collaborazione e coesione tra le due nazioni.

Non è mancato un riferimento all’attuale scenario internazionale, con una riflessione sull’instabilità geopolitica e sull’importanza della pace: “La guerra ha un costo devastante, mentre la pace è un dono prezioso”, ha affermato, evidenziando quanto le nuove generazioni percepiscano la fragilità della stabilità attraverso i loro dispositivi quotidiani.

Italia e Regno Unito, uniti nella difesa della democrazia

Nel cuore del suo discorso, Re Carlo ha ribadito l’alleanza solida tra Londra e Roma: “I nostri Paesi hanno sostenuto l’Ucraina nei momenti più difficili. Le nostre forze armate operano fianco a fianco nella Nato. Siamo profondamente grati all’Italia per l’ospitalità delle basi strategiche e per la guida in diverse missioni internazionali”.

Un chiaro riconoscimento del ruolo centrale dell’Italia nella sicurezza europea, ma anche un’esortazione alla cooperazione a lungo termine, oltre le sfide del presente.

Un monarca moderno, tra tradizione e informalità

Re Carlo si è rivelato una figura capace di unire elementi di classicità e spirito moderno. Come già lo definì Tony Blair, “un misto di tradizione e radicalismo”, il sovrano britannico ha offerto un discorso dal tono inclusivo, quasi anti-Brexit. “Qualunque siano le difficoltà che affronteremo, potremo superarle insieme”, ha detto, citando anche Dante con un emozionante: “E poi uscimmo a riveder le stelle”.

Nonostante la solennità dell’occasione, l’aula non era al completo. Tra i presenti, Elly Schlein e Mario Monti, insieme a rappresentanti militari, studenti e giornalisti. L’atmosfera, però, si è ravvivata grazie all’umanità del re, che non ha esitato a scherzare con i presidenti di Camera e Senato e a intrattenersi con la stampa nel Transatlantico, stringendo mani e scambiando saluti con un sorriso.

Un viaggio che continua nel segno della memoria

La visita proseguirà a Ravenna, dove Re Carlo renderà omaggio ai soldati britannici e ai partigiani italiani che liberarono la città nel dicembre del 1944. Un gesto simbolico che rafforza il messaggio del sovrano: la memoria condivisa è la base su cui costruire un futuro comune.

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