di Redazione

xr:d:DAFjV_IeXhQ:7,j:5045011379,t:23051914[/caption]align: left;”>Sostegno ai Paesi del Medio Oriente colpiti, allarme per la sicurezza energetica e le rotte strategiche

I ministri degli Esteri del G7 — Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti — insieme all’Alto rappresentante dell’Unione europea, hanno diffuso una dura dichiarazione congiunta in cui esprimono pieno sostegno ai partner mediorientali colpiti da quelli che definiscono “inaccettabili attacchi” da parte della Iran e dei suoi alleati.
Il documento condanna “con la massima fermezza” le azioni del regime iraniano contro civili e infrastrutture civili, incluse quelle energetiche, in un’ampia area della regione: Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Iraq. Attacchi che, secondo il G7, violano apertamente il diritto internazionale e si pongono in contrasto con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
La dichiarazione sottolinea come tali azioni non rappresentino soltanto una minaccia per la stabilità regionale, ma mettano a rischio la sicurezza globale. Da qui la richiesta esplicita e immediata: la cessazione “incondizionata” di ogni operazione offensiva da parte di Teheran.
Particolare attenzione viene riservata alla sicurezza energetica e alle rotte strategiche. Il G7 ribadisce l’importanza di salvaguardare la libertà di navigazione, in particolare nello Stretto di Hormuz, crocevia fondamentale per il commercio mondiale di petrolio e gas. In questo contesto, i Paesi membri si dichiarano pronti ad adottare misure straordinarie per garantire la stabilità dei mercati energetici, anche attraverso il possibile rilascio di scorte, come già deciso dall’Agenzia Internazionale per l’Energia l’11 marzo.
Sul piano strategico, il documento ribadisce una linea già espressa più volte: l’Iran non deve dotarsi di armi nucleari. Il G7 chiede inoltre la fine del programma di missili balistici e delle attività destabilizzanti condotte da Teheran non solo in Medio Oriente ma su scala globale, denunciando anche la repressione interna esercitata dal regime contro la propria popolazione.
I ministri riaffermano quindi il diritto dei Paesi colpiti a difendere la propria sovranità e a proteggere i cittadini da aggressioni esterne, garantendo loro un sostegno “incondizionato” in termini di sicurezza e integrità territoriale.
Un passaggio specifico è dedicato all’Iraq, dove vengono condannati gli attacchi attribuiti all’Iran e alle milizie a esso collegate contro infrastrutture energetiche e strutture diplomatiche, in particolare nella regione del Kurdistan iracheno. Nel mirino anche le azioni contro le forze statunitensi e della coalizione internazionale impegnata contro l’ISIS, oltre che contro la popolazione civile irachena.
La dichiarazione del G7 si inserisce in un contesto di crescente tensione internazionale e rappresenta un segnale politico chiaro: le principali democrazie industrializzate intendono mantenere una linea di fermezza nei confronti dell’Iran, difendendo al contempo l’equilibrio geopolitico e la sicurezza energetica globale.

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