di Redazione

Due le vittime, mentre le autorità sanitarie intensificano le misure di contenimento e avviano una campagna vaccinale mirata

Cresce la preoccupazione nel Regno Unito per il focolaio di meningite registrato nel Kent, dove nell’ultima settimana i casi sospetti sono saliti da 20 a 27. Secondo l’aggiornamento diffuso dalla UK Health Security Agency, 15 infezioni sono state confermate, mentre altre 12 restano in fase di accertamento.

Il bilancio dei decessi rimane fermo a due: uno studente universitario di 21 anni e una studentessa di 18. Le autorità sanitarie sottolineano tuttavia che non è ancora possibile stabilire se l’epidemia sia stata completamente circoscritta.

Il focolaio, definito “senza precedenti” dal ministro della Sanità Wes Streeting, si è sviluppato principalmente tra giovani adulti, in particolare studenti universitari e delle scuole superiori. Il batterio responsabile è il meningococco di tipo B (MenB), una delle forme più gravi della malattia.

Un caso recente ha riguardato una persona ricoverata a Londra ma proveniente dal Kent, mentre almeno undici giovani risultano in condizioni serie negli ospedali. Tra le testimonianze più colpite, quella di una studentessa di 21 anni che ha raccontato di aver perso temporaneamente la vista e di avere ancora difficoltà a camminare.

Le indagini epidemiologiche puntano anche su possibili luoghi di trasmissione. Secondo la BBC, diversi casi potrebbero essere collegati a una discoteca di Canterbury, frequentata nei giorni precedenti da alcuni dei giovani poi risultati positivi. Il premier Keir Starmer ha invitato chiunque abbia frequentato il locale nei giorni indicati a sottoporsi a profilassi antibiotica.

Le autorità sanitarie hanno avviato una risposta su larga scala: oltre 30.000 persone sono state invitate a sottoporsi a controlli preventivi, mentre circa 2.500 dosi di antibiotici sono già state distribuite. È inoltre partita una campagna di vaccinazione mirata che coinvolgerà circa 5.000 studenti, in particolare quelli non coperti dai programmi vaccinali introdotti nel Regno Unito a partire dal 2015.

Nonostante la crescita dei casi, il governo invita alla cautela. Streeting ha precisato che la situazione non è classificata come emergenza nazionale, pur essendo gestita con un coordinamento a livello centrale.

Sul piano europeo, il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) valuta il rischio per la popolazione dell’Unione come “molto basso”. La probabilità di diffusione su larga scala resta infatti limitata, poiché la meningite non si trasmette facilmente come un virus respiratorio e richiede contatti stretti e prolungati. Tuttavia, l’Ecdc raccomanda vigilanza, tracciamento dei contatti e interventi rapidi in caso di eventuali casi collegati.

La meningite è un’infiammazione delle membrane che avvolgono cervello e midollo spinale e può avere origine virale o batterica. La forma da meningococco, più rara ma potenzialmente letale, si trasmette attraverso le goccioline di saliva e colpisce più frequentemente giovani e persone con difese immunitarie ridotte.

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