di Mario Tosetti

Le monarchie del Golfo criticano Trump: la guerra con l’Iran mette a rischio economia, sicurezza e rapporti con gli Usa

sultani trumpQuella che doveva essere una nuova “Età dell’Oro” per gli Stati Uniti di Donald Trump rischia di trasformarsi in una frattura profonda con i tradizionali alleati del Golfo.

Negli ultimi anni Paesi come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti avevano costruito la loro crescita su un modello basato su petrodollari, turismo di lusso, finanza e tecnologia.

Trump appariva il partner ideale, anche per i suoi legami economici e personali con la regione. Ma la guerra con l’Iran sta cambiando tutto.

La rabbia delle monarchie del Golfo

Dopo settimane di attacchi iraniani contro infrastrutture strategiche – aeroporti, hotel e impianti energetici – la frustrazione dei Paesi del Golfo è esplosa.

Non solo contro Teheran, ma anche contro Washington, accusata di aver trascinato la regione in un conflitto destabilizzante.

Il caso più eclatante è quello dell’Oman, tradizionale mediatore tra Usa e Iran.

L’affondo dell’Oman contro gli Stati Uniti

Il ministro degli Esteri Badr Albusaidi ha lanciato un attacco senza precedenti alla politica americana.

Secondo Albusaidi, gli Stati Uniti «hanno perso il controllo della loro politica estera» e si sono lasciati trascinare in una guerra che «non è la loro».

Parole pesanti, che riflettono la delusione di chi stava lavorando ai negoziati sul nucleare tra Washington e Teheran, poi saltati con l’inizio dei bombardamenti.

Un modello economico ora a rischio

La guerra non mette in discussione solo la sicurezza, ma anche il futuro economico della regione.

Il modello basato su turismo globale, sport, tecnologia e grandi investimenti rischia di essere compromesso.

Anche progetti strategici, come la trasformazione del Golfo in hub per i data center e l’innovazione digitale, potrebbero essere ridimensionati a causa dell’instabilità.

Il nodo delle basi militari Usa

Uno dei punti più delicati riguarda la presenza militare americana nella regione.

Le basi Usa, storicamente viste come garanzia di sicurezza, sono oggi percepite da alcuni come un rischio, perché espongono i Paesi del Golfo a ritorsioni dirette da parte dell’Iran.

Si fa strada così un dibattito finora impensabile: la presenza americana è ancora un vantaggio strategico o sta diventando un problema?

Un equilibrio storico che vacilla

Per decenni il rapporto tra Stati Uniti e monarchie del Golfo si è basato su uno scambio chiaro: sicurezza in cambio di petrolio a prezzi accessibili.

Oggi questo equilibrio appare sempre più fragile.

La guerra in Iran potrebbe segnare un punto di svolta, spingendo i Paesi del Golfo a ripensare le proprie alleanze e a cercare maggiore autonomia strategica.

E mentre il conflitto continua, una cosa sembra già evidente: il legame tra Washington e il Golfo non è più scontato come un tempo.

 

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