di Ennio Bassi
Il ministro della Difesa esclude attacchi diretti da parte dell’Iran, ma avverte sulla presenza di cellule dormienti nel mondo
Non sono previsti, allo stato attuale, attacchi diretti contro l’Italia da parte dell’Iran o di gruppi alleati come Hezbollah. Tuttavia, il rischio più insidioso per il nostro Paese — e per tutti quelli non coinvolti direttamente nel conflitto — resta quello del terrorismo, alimentato da una rete globale di cellule dormienti.
A lanciare l’allarme è il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato della presenza, in diverse aree del mondo, di centinaia di individui legati all’Iran. Persone che conducono una vita apparentemente normale, ma che potrebbero essere attivate in qualsiasi momento per compiere attentati, anche suicidi. Una minaccia silenziosa, costruita nel tempo, che rende particolarmente complesso il lavoro di prevenzione.
Secondo Crosetto, questo scenario si inserisce in una crisi destinata a non risolversi nel breve periodo. Il timore principale è che il conflitto possa allargarsi ulteriormente, aggravando l’instabilità internazionale. In questo contesto, ha osservato, le strategie iniziali degli Stati Uniti — orientate a indebolire la leadership iraniana — si stanno scontrando con una reazione più articolata da parte di Teheran, volta a generare caos e tensione su più fronti.
Sul piano geopolitico ed economico, resta centrale la questione dello Stretto di Hormuz. Il ministro ha ribadito che non si può permettere che la stabilità della regione dipenda da pressioni o minacce iraniane. Allo stesso tempo, ha sottolineato che la risposta deve essere condivisa a livello internazionale, evitando iniziative isolate.
L’Italia, ha aggiunto, non intende arretrare nella difesa della libertà di navigazione in quell’area strategica, da cui dipendono non solo gli interessi nazionali ed europei, ma anche gli equilibri energetici globali. Eventuali tensioni nello stretto avrebbero infatti ripercussioni immediate sui prezzi dell’energia e sull’economia mondiale.
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