di Aisha Harrison

Il presidente ha dichiarato di “non essere stato informato” dei piani di Israele che hanno portato all’attacco del giacimento di gas South Pars, il più grande al mondo. Ma ha avvertito Teheran che se continuerà a colpire il Qatar la rappresaglia sarà durissima

trump hormuzIl presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tenta di prendere le distanze dalle operazioni militari israeliane contro l’Iran, ma al tempo stesso alza il livello dello scontro con Teheran, delineando una linea ambigua che riflette tutta la fragilità dell’attuale equilibrio internazionale. Secondo quanto riportato dalla CNN, Trump ha dichiarato di “non sapere nulla” dei piani di Israele che hanno portato all’attacco del giacimento di gas South Pars, il più grande al mondo. Una presa di distanza netta, almeno sul piano formale, rispetto a un’azione che rischia di innescare una pericolosa escalation regionale.

Ma alla cautela diplomatica si accompagn che, se l’Iran continuerà a colpire obiettivi in Qatar, gli Stati Uniti potrebbero arrivaa una minaccia esplicita: il presidente ha avvertitore a “distruggere completamente” lo stesso giacimento di South Pars. Trump ha inoltre riconosciuto che Israele ha già colpito il sito con azioni “violente”, pur sostenendo che ulteriori attacchi non sarebbero previsti in assenza di provocazioni.Nel frattempo, la guerra – giunta al ventesimo giorno – si sta sempre più trasformando in un conflitto energetico. L’Iran ha intensificato gli attacchi contro infrastrutture strategiche nei Paesi del Golfo: il complesso di Ras Laffan, in Qatar, è stato colpito due volte nell’arco di dodici ore, subendo danni definiti “estesi”. Negli Emirati Arabi Uniti, ad Abu Dhabi, le operazioni in importanti siti energetici sono state sospese dopo la caduta di detriti missilistici.

Le ripercussioni sui mercati internazionali sono state immediate: il prezzo del petrolio è salito fino a 110 dollari al barile, alimentando timori concreti per la sicurezza energetica globale.Anche l’Arabia Saudita si muove su un crinale pericoloso: dopo aver intercettato droni diretti verso un impianto di gas, Riad ha dichiarato di “riservarsi il diritto di intraprendere azioni militari” contro l’Iran.Sul terreno, le operazioni militari non si fermano. Israele ha annunciato di aver colpito circa 200 obiettivi tra Iran occidentale e centrale, mentre nuovi missili iraniani sono stati intercettati nelle prime ore di giovedì.

A complicare ulteriormente lo scenario è la crescente insicurezza marittima: due navi sono state colpite da proiettili di origine sconosciuta, mentre oltre venti petroliere e cargo hanno segnalato incidenti nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman dall’inizio del conflitto.In questo contesto, la posizione di Trump appare emblematica della fase attuale: prendere le distanze da Israele per contenere l’escalation, ma al tempo stesso minacciare un intervento devastante. Una strategia che, come sottolinea la CNN, rischia di accentuare ulteriormente le tensioni in una regione già sull’orlo di una crisi sistemica.

 

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