di Emilia Morelli
Via libera del Cdm al taglio temporaneo delle accise sui carburanti: sconto di 25 centesimi al litro e controlli anti-speculazione
Il governo guidato da Giorgia Meloni interviene sull’emergenza carburanti con una misura immediata: un taglio delle accise di 25 centesimi al litro valido per 20 giorni.
Il decreto è stato approvato dal Consiglio dei ministri riunito a Palazzo Chigi e punta a ridurre temporaneamente il prezzo di benzina e diesel alla pompa, nel tentativo di contenere l’impatto dei rincari legati alla crisi internazionale.
Aiuti a trasporti e pesca, salta il bonus per le famiglie
Accanto al taglio delle accise, il provvedimento include misure di sostegno mirate ai settori più esposti. È previsto un credito d’imposta per gli autotrasportatori, pensato per alleggerire il peso del costo del gasolio, mentre per il comparto ittico arrivano agevolazioni specifiche. Il ministro Francesco Lollobrigida ha spiegato che già da subito i pescatori potranno attenuare l’impatto dei rincari sul carburante necessario alle attività.
Non trova invece spazio il bonus benzina da 100 euro destinato ai redditi più bassi: l’intervento, inizialmente previsto, è stato accantonato per concentrare le risorse sul taglio generalizzato delle accise.
Stretta contro le speculazioni
Il decreto introduce anche un rafforzamento dei controlli lungo tutta la filiera dei carburanti, con l’obiettivo di contrastare eventuali fenomeni speculativi.
Per due mesi sarà attivo un regime speciale di monitoraggio: in presenza di aumenti anomali o improvvisi dei prezzi, il Garante potrà segnalare i casi alla Guardia di finanza, che avrà il compito di verificare i costi lungo la catena, dalla materia prima fino alla distribuzione.
Gli esiti delle verifiche saranno trasmessi alle autorità competenti, inclusa l’Antitrust, e nei casi più gravi potranno essere portati all’attenzione della magistratura per accertare eventuali reati di speculazione.
Obbligo di trasparenza per le compagnie petrolifere
Per aumentare la trasparenza del mercato, il provvedimento introduce anche un nuovo obbligo per le compagnie petrolifere, che dovranno comunicare quotidianamente i prezzi consigliati di vendita e renderli pubblici.
Queste informazioni dovranno essere trasmesse sia al Garante dei prezzi sia all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. In caso di mancato adempimento scatteranno sanzioni pari allo 0,1% del fatturato giornaliero. La misura resterà in vigore per tre mesi.
L’obiettivo: prezzi sotto i 2 euro
Il vicepremier Matteo Salvini ha definito l’intervento “sostanzioso”, sottolineando che l’obiettivo è riportare il prezzo del diesel sotto i 2 euro al litro, con l’ambizione di scendere fino a quota 1,90.
Si tratta però di una misura temporanea e sperimentale, che dovrà confrontarsi con un contesto internazionale ancora instabile. La vera sfida sarà capire se il taglio riuscirà davvero a contenere i prezzi nel medio periodo o se serviranno nuovi interventi strutturali.
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