di Emilia Morelli

Marco Rubio guadagna terreno su JD Vance nella corsa alla successione di Donald Trump. La partita per il 2028 è ancora tutta aperta

rubioLa corsa alla successione di Donald Trump per le presidenziali del 2028 è tutt’altro che chiusa.

Se fino a pochi mesi fa il vicepresidente JD Vance sembrava il candidato naturale per guidare il movimento Maga, oggi sta emergendo con forza un altro nome: Marco Rubio.

Secondo diverse ricostruzioni, anche all’interno dell’entourage repubblicano si sta aprendo una vera competizione tra i due.

L’ascesa di Rubio nella squadra di governo

Rubio, oggi segretario di Stato, ha visto crescere rapidamente il suo peso politico.

Negli ultimi mesi è entrato in quasi tutti i dossier principali dell’amministrazione – dal Medio Oriente all’America Latina – diventando uno dei volti più esposti della politica estera americana.

Questa centralità non è passata inosservata allo stesso Trump, che in privato avrebbe elogiato la sua popolarità e il suo lavoro, alimentando le voci su una possibile candidatura.

I dubbi su Vance

Parallelamente, emergono alcune incertezze su Vance.

Il vicepresidente, considerato l’erede naturale del trumpismo, ha mantenuto un profilo più defilato su alcuni dossier delicati, come la guerra in Iran, nel tentativo di non legarsi a scelte potenzialmente impopolari.

Questa strategia prudente, però, rischia di essere letta come ambiguità politica, soprattutto in una fase in cui la leadership richiede visibilità e decisione.

Trump non sceglie (ancora)

Per ora, Trump non ha ufficialmente indicato un successore.

In passato ha citato entrambi come possibili eredi e ha persino ipotizzato un ticket comune, evitando però di prendere posizione definitiva.

Secondo alcune indiscrezioni, avrebbe chiesto direttamente ai suoi collaboratori: “Marco o JD?”, segno che la partita è ancora aperta.

I sostenitori di Rubio si muovono

Nel frattempo, una parte dell’area conservatrice si sta organizzando per spingere Rubio verso la candidatura.

Negli Stati Uniti sarebbe già nato un movimento informale di donatori, ribattezzato “Draft Rubio”, con l’obiettivo di costruire una piattaforma per il 2028.

Anche i mercati politici iniziano a riflettere questo cambiamento, indicando Rubio tra i possibili favoriti nella corsa alla Casa Bianca.

Tra consenso e rischi

La crescita di Rubio, però, non è priva di ostacoli.

La sua forte esposizione lo lega anche alle scelte più controverse dell’amministrazione, in particolare alla guerra in Medio Oriente, che ha creato malumori in una parte della base repubblicana.

Inoltre, sul piano dell’immagine pubblica, episodi amplificati dai social rischiano di trasformarsi in armi politiche nella futura campagna elettorale.

Una partita ancora tutta da giocare

A oggi, la corsa per il 2028 resta fluida.

Vance mantiene una posizione forte, ma non più dominante. Rubio guadagna terreno, forte del suo ruolo internazionale e della crescente fiducia del presidente.

Il quadro potrebbe cambiare ancora, soprattutto dopo le elezioni di midterm. Ma una cosa è chiara: la successione di Trump è già iniziata – e non ha ancora un vincitore.

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