di Redazione

Jannik Sinner conquista Indian Wells dopo una finale intensa contro Daniil Medvedev e completa la sua collezione di grandi tornei sul cemento

Jannik Sinner torna a vincere e lo fa nel modo più simbolico possibile: conquistando Indian Wells, l’ultimo Masters 1000 sul cemento che ancora mancava nel suo palmarès. Il trionfo californiano rappresenta il 25° titolo della sua carriera e segna un nuovo capitolo nella crescita del tennista altoatesino.

Il successo arriva dopo settimane in cui ogni battuta d’arresto era stata vissuta con eccessiva apprensione: la semifinale persa agli Australian Open e il quarto di finale di Doha avevano generato reazioni quasi da “allarme nazionale”. Ma con la vittoria nel deserto californiano tutto sembra tornato al suo posto: Sinner al centro della scena, trofeo tra le mani e conferma del suo status tra i grandi del tennis mondiale.

In finale, l’azzurro ha dovuto superare Daniil Medvedev, tornato protagonista in un torneo Masters 1000 dopo due anni di assenza dalle finali. Il russo, rilanciato dal lavoro con il nuovo allenatore Thomas Johansson dopo la separazione da Gilles Cervara, aveva già dimostrato di essere in ottima forma battendo anche Carlos Alcaraz e interrompendo la sua striscia di 14 vittorie consecutive stagionali.

La sfida si è rivelata equilibrata e combattuta. A fare la differenza, ancora una volta, è stata la lucidità di Sinner nei momenti chiave. Nel tie-break del primo set l’italiano ha mostrato grande freddezza: prima salvando una situazione delicata sul 4-5 al servizio, poi chiudendo il parziale 8-6 con una prima vincente sul secondo set point.

Nel secondo set Medvedev ha accusato un leggero calo iniziale, ma Sinner non è riuscito subito a scappare via. In panchina Darren Cahill ha incitato costantemente il suo giocatore, arrivando persino a coprire una telecamera con il cappellino, infastidito dall’attenzione eccessiva. L’intensità emotiva del momento si è percepita anche in campo, con Sinner insolitamente carico e auto-incoraggiante nei momenti più delicati.

Sul 4-4 l’azzurro ha tenuto a zero un game fondamentale, portandosi 5-4 e costringendo Medvedev a servire per restare nel match. Il russo ha reagito e ha rimesso in equilibrio il set, che si è deciso nuovamente al tie-break. Qui l’avvio è stato complicato per Sinner: un mini-break subito e persino un doppio fallo hanno permesso a Medvedev di volare sul 4-0.

Sembrava il preludio a un terzo set, ma l’italiano ha cambiato improvvisamente marcia. Con determinazione ha recuperato i mini-break e riaperto il parziale. Lo scambio più spettacolare della finale, concluso dopo 17 colpi, gli ha consegnato il match point. Poco dopo è arrivato il colpo finale: vittoria, dito puntato al cuore e un’altra pagina di storia scritta.

Con questo successo Sinner diventa il più giovane giocatore di sempre ad aver conquistato tutti i principali tornei sul cemento: Australian Open, US Open, ATP Finals e tutti i Masters 1000 disputati su questa superficie. Un risultato che certifica la sua dimensione ormai storica.

Durante i festeggiamenti, il tennista italiano ha dedicato il successo anche al mondo dei motori, rendendo omaggio al giovane pilota Andrea Kimi Antonelli, protagonista nello stesso giorno in Formula 1.
«Sono un grande appassionato di Formula 1», ha spiegato Sinner durante la premiazione. «Vedere un pilota italiano così giovane arrivare ai vertici è fantastico. È una grande giornata per il nostro Paese. Complimenti, Kimi».

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