di Corinna Pindaro
Dalle carte di una causa civile emerge che Raffaella Carrà aveva un figlio adottivo: Gian Luca Pelloni Bulzoni, oggi titolare dei diritti sull’immagine e sulle opere dell’artista
Un particolare rimasto lontano dai riflettori per tutta la vita di Raffaella Carrà è emerso solo ora, quasi per caso, nelle carte di una causa civile.
L’artista avrebbe avuto un figlio adottivo, di cui non si era mai parlato pubblicamente.
Il suo nome è Gian Luca Pelloni Bulzoni, nato a Ferrara nel 1964 e residente a Roma. Per anni è stato uno dei collaboratori più stretti della Carrà, lavorando come suo assistente e uomo di fiducia.
Chi è l’erede della Carrà
Oggi Pelloni Bulzoni dirige la società Arcoiris Edizioni Musicali.
Secondo quanto emerge dai documenti depositati in tribunale, è l’erede dell’artista e titolare dei diritti legati al suo nome, alla sua immagine, alla voce e alle opere.
La notizia non arriva da una ricostruzione biografica o familiare, ma da un procedimento giudiziario avviato davanti al Tribunale di Roma.
La causa sul musical “Ballo ballo”
Pelloni Bulzoni ha chiesto ai giudici di bloccare uno spettacolo teatrale tratto dal film Ballo ballo, basato sulle canzoni della Carrà.
Nel ricorso ha domandato un’inibitoria contro una società spagnola per fermare realizzazione, distribuzione e rappresentazione del musical, sostenendo di non aver dato il consenso come erede dell’artista.
È proprio in quelle carte che compare la definizione di figlio adottivo della Carrà.
La decisione del tribunale
La richiesta è stata respinta dalla giudice Laura Centofanti.
Il motivo è semplice: le 36 repliche dello spettacolo erano già andate in scena e non erano previste altre rappresentazioni.
Se l’erede riterrà di aver subito un danno economico o d’immagine, potrà eventualmente far valere le proprie ragioni in un successivo processo di merito.
Le contestazioni sull’immagine dell’artista
Nel ricorso era stato segnalato anche un dettaglio ritenuto poco rispettoso della memoria dell’artista.
Secondo la difesa, durante lo spettacolo al pubblico venivano distribuiti patatine e Coca-Cola insieme al biglietto, un abbinamento che avrebbe potuto svilire l’immagine della Carrà.
Dalle stesse carte emerge però che Pelloni Bulzoni sarebbe stato informato del tour teatrale e avrebbe firmato alcuni accordi preliminari. Sarà eventualmente il processo a chiarire questo punto.
Gli altri familiari della Carrà
Resta comunque il dato più sorprendente emerso dal procedimento: Raffaella Carrà avrebbe adottato il suo storico collaboratore, che diventa così erede universale.
L’artista non aveva figli biologici. Restano due nipoti, Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello Renzo, scomparso prematuramente.
Secondo quanto emerge dalle sue ultime disposizioni, la Carrà non avrebbe escluso nessuno dei suoi affetti più stretti.(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
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