di Corinna Pindaro

Gli Stati Uniti colpiscono l’isola iraniana di Kharg, cuore dell’export petrolifero. Trump annuncia raid contro obiettivi militari e scorte navali nello Stretto di Hormuz

trump hormuzIl presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un massiccio attacco militare contro l’Isola di Kharg, nel Golfo Persico, uno dei centri più importanti dell’industria petrolifera dell’Iran.

«Su mio ordine, il United States Central Command ha condotto uno dei più potenti bombardamenti nella storia del Medio Oriente, annientando completamente ogni obiettivo militare sull’isola di Kharg», ha scritto Trump sul social Truth.

Il presidente ha precisato che le infrastrutture petrolifere non sono state colpite. «Per ragioni di decenza ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere sull’isola», ha spiegato.

La minaccia su Hormuz e le petroliere scortate

Trump ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero cambiare strategia se l’Iran interferisse con la navigazione nello Stretto di Hormuz.

«Se l’Iran o chiunque altro dovesse fare qualcosa per interferire con il libero e sicuro passaggio delle navi attraverso lo Stretto, riconsidererò immediatamente questa decisione», ha dichiarato.

Il presidente americano ha inoltre annunciato che «molto presto» le navi della marina statunitense inizieranno a scortare le petroliere che attraversano la rotta energetica.

Attraverso Hormuz transita circa il 20% del traffico mondiale di petrolio, e il blocco dello stretto ha già provocato un forte aumento dei prezzi dell’energia.

Il petrolio supera i 103 dollari al barile

Le tensioni nella regione hanno spinto il prezzo del greggio oltre 103 dollari al barile, il livello più alto dal giugno 2022.

L’aumento del prezzo del petrolio ha già iniziato ad avere effetti sui costi di benzina e diesel a livello globale.

Secondo il The New York Times, i raid statunitensi avrebbero colpito depositi di missili e mine navali che l’Iran avrebbe potuto utilizzare nelle acque dello Stretto di Hormuz.

Trump invia rinforzi militari

L’attacco potrebbe essere solo un primo passo di un’operazione più ampia.

Il Pentagono sta trasferendo circa 5.000 militari, tra Marines e marinai, dal Giappone al Medio Oriente.

Secondo il Wall Street Journal, altre navi militari statunitensi sarebbero già in movimento verso la regione.

Intervistato da Fox News prima del bombardamento, Trump aveva evitato di confermare eventuali piani militari sull’isola.

L’Iran prepara mine nello Stretto

Nel frattempo Teheran starebbe mobilitando imbarcazioni per iniziare a posizionare mine navali nello Stretto di Hormuz.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che «il mondo sta vedendo la disperazione dell’Iran nello Stretto di Hormuz» e che Washington è pronta a intervenire.

Trump ha minimizzato la minaccia iraniana, affermando che Teheran non avrebbe più la capacità navale per bloccare realmente il traffico marittimo.

Teheran valuta aperture sul commercio petrolifero

Secondo la CNN, l’Iran potrebbe valutare l’apertura dello stretto a un numero limitato di petroliere.

La condizione sarebbe che il petrolio venga acquistato in yuan, la moneta della Cina, invece che in dollari.

Attualmente il commercio internazionale del petrolio è quasi interamente denominato in dollari, con poche eccezioni come alcune esportazioni russe regolate in yuan o rubli.

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