di Emilia Morelli

Il governo italiano nega trattative con Teheran per garantire il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz dopo l’indiscrezione del Financial Times

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Il governo italiano smentisce l’esistenza di negoziati riservati con l’Iran per garantire il passaggio delle navi italiane nello Stretto di Hormuz.

Fonti governative hanno respinto l’indiscrezione pubblicata dal Financial Times secondo cui alcuni Paesi europei avrebbero avviato colloqui con Teheran per ottenere un corridoio sicuro per le proprie petroliere e navi mercantili.

Secondo il quotidiano britannico, tra i Paesi coinvolti ci sarebbe la Francia e anche l’Italia avrebbe tentato di avviare contatti con il governo iraniano. Una ricostruzione che però viene respinta dalle autorità italiane.

«Nessun negoziato sottobanco»

Fonti di governo spiegano che non esiste alcuna trattativa bilaterale con Teheran per garantire il passaggio delle sole navi italiane.

«Palazzo Chigi e Farnesina confermano che nei loro contatti diplomatici i leader italiani vogliono favorire le condizioni per una de-escalation militare generale», riferiscono le stesse fonti.

Allo stesso tempo viene esclusa l’esistenza di «negoziati sottobanco» finalizzati a proteggere esclusivamente alcuni mercantili rispetto ad altri.

Secondo le stesse fonti, il governo sta verificando se alcune informazioni riportate nell’articolo possano essere state interpretate in modo errato dai giornalisti del Financial Times.

La nota ufficiale della Presidenza del Consiglio

La smentita è stata poi formalizzata con una nota della Presidenza del Consiglio dei ministri.

«In merito a quanto riportato oggi da organi di stampa internazionali, la Presidenza del Consiglio smentisce l’apertura di negoziati bilaterali o trattative dirette con l’Iran per garantire il passaggio delle navi italiane attraverso lo Stretto di Hormuz», si legge nel comunicato diffuso da Palazzo Chigi.

I timori per la sicurezza delle rotte energetiche

Secondo il Financial Times, alcuni contatti preliminari tra Paesi europei e Teheran sarebbero stati avviati con l’obiettivo di favorire la ripresa delle esportazioni di petrolio e gas senza aggravare il conflitto.

Il contesto è quello della crescente tensione nella regione, con il prezzo del petrolio che ha raggiunto circa 100 dollari al barile, rispetto ai circa 60 dollari registrati all’inizio dell’anno. Anche il prezzo del gas in Europa è aumentato sensibilmente, con una crescita di circa il 75% nello stesso periodo.

La missione navale europea e il nodo delle scorte

Italia, Francia e Grecia partecipano alla missione navale europea Operazione Aspides nel Mar Rosso, creata per proteggere il traffico commerciale nella regione.

Tuttavia, secondo le fonti citate dal Financial Times, nessuna marina europea sarebbe disposta a scortare direttamente le navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz in caso di rischio di attacco.

Il timore principale è che un’operazione di questo tipo possa provocare una nuova escalation militare nella regione, già fortemente destabilizzata dalla guerra in corso.

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L’articolo Hormuz, Palazzo Chigi smentisce il Financial Times: «Nessun negoziato con l’Iran per le navi italiane» proviene da Associated Medias.