di Redazione

Nelle ultime ore due petroliere straniere sono state attaccate nelle acque del porto iracheno di al-Faw

iranIl presidente iraniano Masoud Pezeshkian  ha indicato tre condizioni che, secondo Teheran, potrebbero portare alla fine della guerra in corso con Stati Uniti e Israele: il riconoscimento dei “diritti legittimi” dell’Iran, il pagamento di riparazioni per i danni subiti e l’adozione di solide garanzie internazionali contro future aggressioni. Secondo il capo dello Stato iraniano, queste tre condizioni rappresentano «l’unica via» per mettere fine al conflitto e ristabilire una stabilità regionale duratura.

La dichiarazione è arrivata mentre la situazione militare nella regione continua a deteriorarsi e nuovi episodi di violenza coinvolgono infrastrutture energetiche e rotte marittime strategiche.Nelle ultime ore due petroliere straniere sono state attaccate nelle acque del porto iracheno di al-Faw, nel sud del Paese, uno dei principali terminali petroliferi che si affacciano sul Golfo Persico. L’incidente ha immediatamente alimentato timori per la sicurezza delle rotte energetiche internazionali e per possibili ripercussioni sui mercati del petrolio.

Contemporaneamente Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita hanno annunciato di aver intercettato una nuova ondata di missili e droni iraniani diretti verso il loro territorio. Le difese aeree dei Paesi del Golfo sono entrate in azione nelle prime ore della giornata, evitando – secondo le autorità locali – danni significativi a infrastrutture civili ed energetiche.Le tensioni si estendono anche allo scenario marittimo globale. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Washington garantirà la protezione delle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz, il passaggio attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Teheran ha però avvertito che l’escalation del conflitto potrebbe spingere il prezzo del greggio fino a 200 dollari al barile, con pesanti conseguenze per l’economia globale.

Parallelamente si intensificano anche le operazioni militari sul fronte israeliano. Iran e Hezbollah hanno lanciato ondate coordinate di attacchi contro obiettivi in Israele, mentre l’esercito israeliano continua a colpire con bombardamenti su larga scala la capitale libanese Beirut, già duramente colpita nelle ultime settimane.L’insieme di questi sviluppi conferma il rischio di una progressiva estensione regionale del conflitto, che ormai coinvolge simultaneamente il Golfo Persico, il Levante mediterraneo e alcune delle più importanti rotte energetiche del mondo.

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