di Ennio Bassi
Nelle stesse ore almeno tre navi sono state colpite vicino allo Stretto di Hormuz. L’Iran lancia attacchi contro basi statunitensi e minaccia obiettivi economici di Usa e Israele
Il nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei sarebbe rimasto ferito nei recenti raid americani e israeliani, mentre nel Golfo Persico cresce la tensione dopo che almeno tre navi sono state colpite nelle acque vicine allo Stretto di Hormuz. Sono gli sviluppi più recenti del conflitto in Medio Oriente, giunto al dodicesimo giorno.
La notizia sulle condizioni di Khamenei è stata diffusa da Yousef Pezeshkian, figlio del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che in un messaggio pubblicato su Telegram ha affermato che il leader è vivo nonostante le ferite riportate. Secondo Pezeshkian, contatti vicini alla leadership iraniana avrebbero confermato che le sue condizioni non destano particolare preoccupazione. Le autorità di Teheran non hanno però rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda.
Intanto cresce la preoccupazione per la sicurezza delle rotte marittime nella regione. L’agenzia marittima britannica Ukmto ha riferito che almeno tre imbarcazioni — una portacontainer, una nave cargo e una portarinfuse — sono state colpite da proiettili non identificati nelle acque dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio energetico mondiale. Dall’inizio della guerra, il 28 febbraio, l’agenzia ha registrato almeno 14 incidenti che hanno coinvolto navi nell’area.
Sul piano militare, l’Iran ha intensificato gli attacchi contro installazioni statunitensi in Medio Oriente. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha annunciato il lancio di missili contro diverse basi Usa, tra cui Al Udeid in Qatar, Camp Arifjan in Kuwait e la base di Harir in Iraq, oltre a obiettivi collegati alla Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein. In una dichiarazione diffusa sui media iraniani, l’operazione è stata definita “la più pesante dall’inizio della guerra”.
Missili iraniani sono stati lanciati anche verso i Paesi del Golfo. Le difese aeree saudite hanno intercettato sei ordigni diretti verso la base aerea di Prince Sultan, mentre un altro missile è stato neutralizzato nella regione orientale degli Emirati Arabi Uniti. Le autorità hanno invitato i cittadini a restare nelle proprie abitazioni mentre continuano le operazioni di sicurezza.
Nel frattempo, in Israele le sirene d’allarme sono tornate a suonare in diverse aree del Paese. Esplosioni sono state segnalate nei cieli di Tel Aviv, con milioni di persone costrette a rifugiarsi nei bunker.
Parallelamente continuano i raid israeliani in Libano. L’aviazione di Tel Aviv ha colpito la periferia sud di Beirut e un edificio residenziale nel centro della capitale.
Teheran ha inoltre lanciato nuove minacce contro interessi economici occidentali. Il quartier generale di Khatamolanbia, comando centrale delle forze armate iraniane, ha dichiarato che eventuali attacchi contro infrastrutture finanziarie iraniane autorizzerebbero ritorsioni contro banche e centri economici collegati a Stati Uniti e Israele nella regione. Le autorità hanno invitato la popolazione a non avvicinarsi agli istituti bancari nel raggio di un chilometro.
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