di Redazione

L’esposizione ripercorre il lavoro del magistrato ucciso dal terrorismo politico e presenta documenti, materiali inediti e testimonianze sulla sua attività investigativa negli anni più oscuri della storia repubblicana

A cinquant’anni dall’assassinio del magistrato Vittorio Occorsio, Roma ospita una mostra dedicata alla sua figura e al suo impegno nella difesa delle istituzioni democratiche. L’esposizione, intitolata “Vittorio Occorsio. Il coraggio della giustizia 1976–2026”, sarà inaugurata giovedì 12 marzo alle ore 10 nella Sala Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma, in Corso del Rinascimento 40.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Vittorio Occorsio in collaborazione con gli Archivi di Stato di Roma e di Firenze e si inserisce tra le attività dedicate alla memoria del magistrato, protagonista di importanti indagini negli anni di piombo e primo giudice ucciso dal terrorismo politico nella capitale.

All’apertura della mostra porteranno i saluti istituzionali Riccardo Gandolfi, direttore dell’Archivio di Stato di Roma, e Paola D’Orsi, direttrice dell’Archivio di Stato di Firenze. Interverranno Susanna Occorsio, storica dell’arte e figlia del magistrato, e la scrittrice e storica Benedetta Tobagi, figlia del giornalista Walter Tobagi, assassinato nel 1980 da un gruppo terroristico. La presentazione sarà affidata a Michele Di Sivo, già direttore dell’Archivio di Stato di Roma e curatore dell’esposizione, mentre l’incontro sarà moderato dall’attrice Anna Ferraioli Ravel.

L’evento inaugurale sarà aperto anche agli studenti che partecipano alla sesta edizione del progetto educativo “La Giustizia adotta la Scuola”. Saranno presenti delegazioni di diversi istituti scolastici, tra cui l’Istituto Comprensivo Virgilio, l’IIS Lucio Anneo Seneca, il Liceo Artistico Via di Ripetta, il Liceo Scientifico Plinio Seniore e l’IIS Vittorio Emanuele II – Bruno Chimirri di Catanzaro.

La mostra propone un percorso documentario che ricostruisce il lavoro investigativo di Occorsio attraverso atti giudiziari, sentenze, fascicoli processuali e requisitorie legate ad alcuni dei capitoli più complessi della storia italiana, dal “Piano Solo” alla strage di Piazza Fontana, fino al processo contro Ordine Nuovo. Accanto ai documenti ufficiali, l’esposizione include materiali personali, registrazioni audio e oggetti simbolici, tra cui la toga del magistrato, i volantini lasciati sul suo corpo dagli attentatori e una riproduzione del mitra Ingram utilizzato nell’agguato del 1976.

L’obiettivo dell’iniziativa è restituire al pubblico il profilo umano e professionale di un magistrato che pagò con la vita il proprio impegno nella ricerca della verità e nella difesa della legalità. Attraverso documenti in parte inediti, il percorso espositivo offre uno sguardo approfondito su una stagione drammatica della storia repubblicana e sul ruolo della magistratura nella lotta al terrorismo. La mostra sarà visitabile dal 12 marzo al 23 aprile 2026 presso l’Archivio di Stato di Roma, dal martedì al venerdì dalle 14 alle 18, con ingresso gratuito.

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