di Martina Esposito

È iniziato a Istanbul il processo contro Ekrem Imamoglu, figura di punta dell’opposizione turca e potenziale sfidante di Recep Tayyip Erdogan alle presidenziali

In Turchia è iniziato lunedì il principale processo contro Ekrem Imamoglu, ex sindaco di Istanbul e considerato per anni il più forte potenziale rivale politico del presidente Recep Tayyip Erdogan. Arrestato nel marzo del 2025 con accuse di corruzione, Imamoglu affronta ora un procedimento che molti osservatori e sostenitori dell’opposizione ritengono motivato politicamente e finalizzato a impedirgli di partecipare alla vita politica nazionale.

La prima udienza, iniziata intorno alle 11 del mattino, è durata appena quindici minuti prima di essere sospesa. Imamoglu aveva chiesto di prendere la parola, ma il giudice gli ha negato l’intervento. L’ex sindaco si è quindi alzato in piedi in segno di protesta, ricevendo l’applauso di numerosi sostenitori presenti in aula. La reazione ha portato il giudice a ordinare lo sgombero della sala, prima che l’udienza riprendesse nel pomeriggio.

Il governo di Erdogan, che secondo molte organizzazioni internazionali esercita una forte influenza sulla magistratura, ha mantenuto negli ultimi mesi una linea estremamente dura nei confronti dell’ex sindaco. Prima ancora che il processo entrasse nel vivo, gran parte dei media filogovernativi — che rappresentano la maggioranza del panorama informativo turco — lo ha già descritto come il capo di una presunta organizzazione criminale.

L’atto d’accusa presentato dalla procura è particolarmente voluminoso: quasi quattromila pagine. Secondo gli inquirenti, Imamoglu avrebbe orchestrato un sistema di riciclaggio di denaro per arricchirsi e finanziare la propria futura campagna presidenziale. Le richieste della procura sono estremamente severe: fino a 2.352 anni di carcere.

Il caso ha anche una dimensione politica evidente. Il procuratore capo che ha guidato l’inchiesta, Akin Gurlek, è stato nominato ministro della Giustizia da Erdogan lo scorso febbraio, dopo aver ricoperto in passato l’incarico di viceministro. Lo stesso Erdogan ha elogiato pubblicamente le indagini, mentre diversi media vicini al governo hanno diffuso informazioni sulle accuse prima ancora che venissero discusse in tribunale.

Imamoglu era stato rimosso dalla carica di sindaco subito dopo l’arresto. La decisione aveva provocato ampie proteste dell’opposizione e nuove accuse di repressione politica. Negli ultimi mesi decine di esponenti dell’opposizione sono stati arrestati in operazioni considerate arbitrarie dai loro sostenitori.

L’arresto di Imamoglu era arrivato pochi giorni prima che il Partito popolare repubblicano (CHP), principale forza di opposizione, lo indicasse come candidato alle elezioni presidenziali. Erdogan è presidente dal 2014 e sta affrontando il suo terzo mandato: secondo la Costituzione non potrebbe ricandidarsi se lo portasse a termine, ma potrebbe farlo nel caso di elezioni anticipate, ipotesi che molti osservatori ritengono plausibile.

La carriera politica di Imamoglu si è costruita soprattutto grazie alle vittorie a Istanbul, la principale città del paese e cuore economico della Turchia. Eletto per la prima volta nel 2019, aveva vinto dopo che il voto era stato annullato e ripetuto a seguito delle pressioni del governo. Anche alle elezioni amministrative del 2024 era riuscito a confermare la propria leadership, rafforzando la percezione di essere il candidato più competitivo per sfidare Erdogan su scala nazionale.

Negli ultimi mesi, tuttavia, la sua posizione si è ulteriormente complicata. Poco prima dell’arresto l’Università di Istanbul ha annullato il suo diploma di laurea, citando presunte irregolarità. Il titolo di studio è un requisito per candidarsi alla presidenza e a gennaio un tribunale ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco.

A luglio, inoltre, Imamoglu è stato condannato a un anno e otto mesi di carcere per aver insultato e minacciato un pubblico ufficiale, dopo aver accusato proprio il procuratore Gurlek di perseguire arbitrariamente esponenti dell’opposizione.

Il processo si svolge nel complesso giudiziario e carcerario di Silivri, a ovest di Istanbul, dove Imamoglu è detenuto. Secondo le previsioni dovrebbe durare circa due mesi, salvo eventuali rinvii della sentenza.

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