di Carlo Longo

Leonardo Maria Del Vecchio tratta per acquistare le quote dei fratelli in Delfin. L’operazione potrebbe portarlo al 37,5% della holding che controlla EssilorLuxottica

del vecchioLeonardo Maria Del Vecchio sarebbe vicino a un accordo per acquistare le quote di alcuni fratelli nella holding di famiglia Delfin, il veicolo finanziario che controlla EssilorLuxottica e possiede importanti partecipazioni in gruppi come Generali, Monte dei Paschi di Siena e UniCredit.

In un’intervista al Financial Times, il quarto figlio del fondatore di Luxottica ha dichiarato che le trattative sono ormai avanzate: «Siamo vicini a concordare un prezzo».

Attualmente Del Vecchio detiene il 12,5% di Delfin, la stessa quota posseduta da ciascuno degli altri sette eredi. Se riuscisse ad acquistare due partecipazioni, la sua quota salirebbe al 37,5%, rendendolo di fatto il principale azionista della holding.

Le quote nel mirino: Luca e Paola Del Vecchio

L’operazione riguarderebbe probabilmente le partecipazioni di Luca Del Vecchio e Paola Del Vecchio, che negli scorsi mesi avevano manifestato l’intenzione di trasferire le loro quote in una nuova struttura societaria.

Il valore complessivo di Delfin è stimato intorno ai 56 miliardi di euro, mentre una quota del 15% della holding sarebbe valutata circa 7 miliardi.

La trattativa arriva dopo mesi di tensioni tra gli eredi dell’imprenditore Leonardo Del Vecchio, scomparso nel 2022, e rappresenta un passaggio chiave nella definizione degli equilibri della successione.

L’ipotesi del leveraged buyout

Per finanziare l’acquisizione, Del Vecchio junior starebbe valutando un’operazione di leveraged buyout, cioè un’acquisizione realizzata principalmente attraverso debito.

In questo tipo di operazione, una parte rilevante delle risorse utilizzate per comprare le quote viene sostenuta dalla capacità finanziaria della società stessa. Si tratta di una struttura finanziaria già utilizzata in diverse grandi operazioni industriali.

Tra gli istituti che potrebbero sostenere l’operazione figurano UniCredit, Intesa Sanpaolo e Crédit Agricole, le stesse banche che in passato hanno finanziato investimenti del suo family office.

Il nodo delle valutazioni e la causa in Lussemburgo

La definizione del prezzo delle quote è stata finora uno degli ostacoli principali. Luca e Paola Del Vecchio si erano rivolti al Tribunale del Lussemburgo per ottenere una valutazione indipendente delle partecipazioni.

Il procedimento, però, si è rivelato più lungo del previsto tra la nomina dell’esperto incaricato e l’analisi dei valori della holding.

Se il prezzo proposto da Leonardo Maria Del Vecchio sarà ritenuto congruo, i due fratelli potrebbero accettare l’offerta, chiudendo una delle partite più delicate della successione.

L’obiettivo: guidare la holding di famiglia

L’obiettivo dichiarato di Del Vecchio junior è diventare il principale azionista di Delfin e stabilizzare la governance della holding.

«Voglio chiudere le questioni aperte sull’eredità di mio padre ed eseguire la sua volontà», ha spiegato, facendo riferimento anche alla strategia portata avanti dall’amministratore delegato di EssilorLuxottica Francesco Milleri.

Se l’operazione dovesse andare in porto, Leonardo Maria Del Vecchio assumerebbe un ruolo decisivo nel futuro della holding e nel controllo di uno dei più importanti gruppi industriali europei.

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