di Corinna Pindaro

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran coinvolge sempre più il Mediterraneo orientale. Francia, Italia e Grecia coordinano uno scudo difensivo per proteggere Cipro, mentre la NATO cerca di evitare un’escalation

ciproL’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran sta rapidamente coinvolgendo anche il Mediterraneo orientale. In questo scenario, l’isola di Cipro è diventata uno dei punti più sensibili per la sicurezza europea.

L’Unione europea non è stata direttamente coinvolta nelle decisioni che hanno portato all’inizio delle operazioni militari, ma gli attacchi che hanno già interessato l’isola – membro dell’Ue – hanno imposto una risposta immediata sul piano della difesa aerea, della protezione delle basi militari e della sicurezza delle rotte marittime.

L’iniziativa diplomatica di Macron

Per coordinare una risposta europea, il presidente francese Emmanuel Macron ha avviato contatti diretti con la premier italiana Giorgia Meloni e con il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis.

Secondo l’Eliseo, la telefonata tra i leader ha l’obiettivo di rafforzare la “solidarietà europea” e coordinare il dispiegamento di mezzi militari a protezione dell’isola e dell’intero Mediterraneo orientale. L’iniziativa assume un valore politico significativo anche perché arriva dopo settimane di tensioni diplomatiche tra Roma e Parigi.

L’obiettivo è creare un coordinamento tra Francia, Italia e Grecia, i Paesi europei più esposti geograficamente alla crisi.

La portaerei Charles-de-Gaulle guida il dispositivo francese

Parigi ha già annunciato il rafforzamento della propria presenza militare nella regione. La portaerei Charles-de-Gaulle è stata dispiegata nel Mediterraneo orientale con a bordo una ventina di caccia Rafale e velivoli radar Hawkeye.

La marina francese ha inoltre già una presenza operativa nelle acque vicine all’isola con la fregata Languedoc. La stessa nave era intervenuta nel 2023 per abbattere droni lanciati dai ribelli Houthi contro il traffico commerciale nel Mar Rosso.

Secondo Macron, l’obiettivo principale del dispiegamento militare resta difensivo: proteggere Cipro e garantire la sicurezza delle rotte marittime strategiche.

Grecia e Regno Unito rafforzano la presenza militare

Anche la Grecia ha deciso di intervenire rafforzando la sicurezza dell’area. Atene ha inviato due fregate e quattro caccia F-16 a sostegno della difesa dell’isola e ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare la base militare di Souda, a Creta.

Parallelamente il Regno Unito ha rafforzato la propria presenza militare dopo l’attacco alla base britannica di Akrotiri. Il governo guidato da Keir Starmer ha inviato il cacciatorpediniere HMS Dragon, dotato del sistema missilistico Sea Viper, oltre a elicotteri Wildcat armati con missili Martlet per contrastare droni e minacce aeree.

Londra ha inoltre dispiegato quattro caccia Typhoon in Qatar per rafforzare la sicurezza nel Golfo.

Il rischio di un allargamento del conflitto

Secondo le ricostruzioni più recenti, il drone che ha colpito la base di Akrotiri sarebbe stato lanciato dal Libano e non direttamente dall’Iran. Questo dettaglio conferma come il conflitto stia già coinvolgendo diversi attori regionali e rischi di espandersi rapidamente.

La Francia, pur criticando l’offensiva militare di Stati Uniti e Israele, resta legata da accordi di difesa con diversi Paesi del Golfo. Per questo Parigi insiste sul carattere puramente difensivo delle operazioni europee, nel tentativo di evitare quella che Macron definisce una possibile “escalation orizzontale”.

La posizione prudente della NATO

Anche la NATO sta cercando di mantenere un equilibrio delicato. Durante una riunione del Consiglio Nord Atlantico, il segretario generale Mark Rutte ha chiarito che l’intercettazione di un missile iraniano diretto verso la Turchia non fa scattare automaticamente l’articolo 5, la clausola di difesa collettiva dell’Alleanza.

Rutte ha comunque definito l’episodio “grave e inaccettabile”, confermando che l’Alleanza monitora attentamente gli sviluppi della crisi.

Il Mediterraneo orientale diventa un nodo strategico

La crescente presenza militare attorno a Cipro dimostra quanto il Mediterraneo orientale stia diventando uno snodo strategico della crisi. L’isola rappresenta una piattaforma logistica fondamentale per operazioni militari, evacuazioni civili e controllo delle rotte energetiche e commerciali.

Per l’Europa, la sfida è duplice: garantire la sicurezza di uno Stato membro e allo stesso tempo evitare di essere trascinata direttamente in un conflitto che rischia di allargarsi ben oltre il Medio Oriente.

 

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