di Redazione

A lanciare l’allarme è stato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, intervenendo durante una riunione di Farm Europe

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Il blocco dello Stretto di Hormuz rischia di avere conseguenze pesanti anche sull’agricoltura globale. Da quel passaggio strategico, infatti, oltre a petrolio e gas transita circa un terzo della produzione mondiale di fertilizzanti, un elemento essenziale per la produttività agricola e la sicurezza alimentare.

A lanciare l’allarme è stato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, intervenendo durante una riunione di Farm Europe. «Dallo stretto di Hormuz, oggi bloccato, passa almeno un terzo della produzione mondiale di fertilizzanti», ha ricordato Prandini, sottolineando il rischio concreto per il sistema agricolo internazionale.

Il problema diventa ancora più grave se si considera che un’altra parte significativa della produzione globale proviene da paesi già coinvolti in tensioni geopolitiche o sottoposti a sanzioni internazionali, come la Russia e la Bielorussia. Una combinazione di fattori che potrebbe mettere sotto pressione l’intera filiera agricola.

«Se consideriamo che un’altra quota rilevante è prodotta in Russia e Bielorussia – ha spiegato Prandini – ci rendiamo conto che rischiamo seriamente di restare senza uno strumento fondamentale per l’attività agricola. Senza fertilizzanti non si produce».

L’eventuale interruzione prolungata delle rotte nello Stretto di Hormuz potrebbe quindi tradursi in una drastica riduzione delle forniture, con conseguenze dirette sui costi di produzione agricola e, a cascata, sui prezzi dei prodotti alimentari. Un rischio che preoccupa in particolare l’Europa, fortemente dipendente dalle importazioni di fertilizzanti e di materie prime necessarie alla loro produzione.

 

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