di Carlo Longo
Le sue parole arrivano dopo le minacce del presidente statunitense Donald Trump di interrompere le relazioni commerciali con la Spagna per il rifiuto di autorizzare l’uso delle basi di Morón e Rota nell’operazione contro l’Iran
«La posizione della Spagna può essere riassunta in poche parole: no alla guerra». Con queste parole il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez ha preso posizione sulla crisi in Medio Oriente in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa. L’intervento arriva all’indomani delle minacce del presidente statunitense Donald Trump, che ha ventilato la possibilità di interrompere le relazioni commerciali con Madrid dopo il rifiuto spagnolo di autorizzare l’utilizzo delle basi militari congiunte di Morón e Rota, in Andalusia, nell’operazione condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Secondo Sánchez, la priorità deve restare il rispetto della legalità internazionale e la ricerca della pace. «La vera domanda è se vogliamo stare dalla parte della legalità internazionale e, quindi, della pace», ha affermato, chiedendo con forza «una soluzione diplomatica e politica» ai conflitti nella regione.
Il premier ha inoltre avvertito del rischio di una pericolosa escalation. «Molte grandi guerre sono scoppiate per una concatenazione di decisioni e reazioni che sfuggono al controllo: errori di calcolo, incidenti tecnici, eventi imprevisti. Dobbiamo imparare dalla storia e non possiamo giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone», ha dichiarato, invitando tutte le potenze coinvolte a «cessare immediatamente le ostilità e puntare sul dialogo».
Sánchez ha poi richiamato il precedente della guerra in Iraq del 2003, sostenendo che quel conflitto non rese il mondo più sicuro. «Ventitré anni fa gli Stati Uniti ci trascinarono in una guerra per eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, per portare la democrazia e garantire la sicurezza globale. In realtà accadde l’opposto», ha affermato.
Secondo il leader socialista, quella guerra provocò «più insicurezza, un aumento del terrorismo jihadista e un forte rialzo dei prezzi dell’energia». «Quello fu il risultato del cosiddetto trio delle Azzorre: un mondo più insicuro e una vita peggiore», ha aggiunto.
Pur riconoscendo che è ancora presto per valutare le conseguenze del conflitto attuale con l’Iran, Sánchez si è detto convinto che dalla guerra «non nascerà un ordine internazionale più giusto», né benefici concreti per i cittadini. «La Spagna è contro questo disastro», ha concluso il premier, criticando anche chi «usa il fumo della guerra per coprire i propri fallimenti e arricchire chi guadagna quando si costruiscono missili invece di ospedali».
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L’articolo Sánchez dopo gli attacchi di Trump: «La Spagna dice no alla guerra» proviene da Associated Medias.

