di Redazione
Corea del Sud e Taiwan registrano significativi deflussi, con vendite concentrate soprattutto sui titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale
Il crescente timore di uno shock inflazionistico alimentato dall’impennata dei prezzi del petrolio, innescata dalle tensioni in Medio Oriente, sta inducendo molti investitori stranieri a ridurre la loro presenza nei mercati asiatici.
Secondo dati riportati da Bloomberg, dall’inizio della settimana sono stati venduti circa 3,1 miliardi di dollari in azioni sudcoreane. A Taiwan, nel frattempo, i deflussi di capitali hanno raggiunto i 3,6 miliardi di dollari.
Le vendite si sono concentrate in particolare sui principali produttori di semiconduttori di fascia alta, società che negli ultimi mesi avevano trainato entrambe le borse verso livelli record grazie al forte entusiasmo per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Matthew Haupt, gestore di portafoglio presso Wilson Asset Management a Sydney, osserva che la correzione riflette un rapido riposizionamento degli investitori: «Le posizioni lunghe sull’intelligenza artificiale e su altri titoli sono state liquidate in modo aggressivo mentre gli operatori cercano di ridurre l’esposizione ai mercati, soprattutto alla luce del peggioramento della situazione in Iran». Il sell-off ha colpito in modo particolare le aziende legate all’ecosistema dell’intelligenza artificiale.
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