di Aisha Harrison
Attraverso queste acque passa circa un quinto del petrolio globale, oltre 20 milioni di barili al giorno
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l Corpo dei Guardiani della Rivoluzione iraniana (Pasdaran) ha annunciato di aver presso il pieno controllo sullo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici per il traffico energetico mondiale.
Secondo quanto riportato da Al-Arabiya, l’annuncio è stato fatto da Mohammad Akbarzadeh, alto ufficiale iraniano all’agenzia di stampa Fars. La dichiarazione arriva in un momento di forte tensione regionale e alimenta i timori per possibili ripercussioni sulla sicurezza delle rotte energetiche internazionali e sui mercati petroliferi globali.
Nel punto più stretto, Hormuz misura 33 chilometri, con rotte di navigazione larghe appena tre chilometri per senso di marcia. Attraverso queste acque passa circa un quinto del petrolio globale, oltre 20 milioni di barili al giorno, diretti soprattutto verso Cina, India, Giappone e Corea del Sud.Non è solo petrolio: gas naturale liquefatto, fertilizzanti, nafta. Tutto dipende da questo passaggio. Qualsiasi intoppo qui significa effetti immediati su prezzi, industria e catene di approvvigionamento. Lo Stretto non è solo una rotta marittima: è l’arteria vitale dell’economia mondiale.
Negli ultimi giorni, le navi avevano già niziato a fermarsi ai margini del corridoio. Le principali compagnie di navigazione internazionali hanno sospeso o deviato rotte per motivi di sicurezza. Cosco, Maersk, MSC: tutti hanno fatto marcia indietro, congelando di fatto il commercio marittimo nella zona. Il risultato? Prezzi in forte rialzo e mercati in tensione.
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