di Mario Tosetti
Nel libro “The Election of Pope Leo XIV” emerge un episodio inedito del Conclave 2026: un cardinale con il cellulare nella Cappella Sistina. Retroscena, papabili e l’elezione di Robert Francis Prevost
Mentre il mondo attendeva la fumata bianca, all’interno della Cappella Sistina si sarebbe verificato un episodio senza precedenti. Secondo quanto raccontato nel libro The Election of Pope Leo XIV, uno dei 133 cardinali elettori si è presentato al primo scrutinio con un telefono cellulare in tasca.
L’episodio, ricostruito dai vaticanisti Gerard O’Connell ed Elisabetta Piqué, solleva interrogativi non solo sulla distrazione del porporato, ma soprattutto sull’efficacia dei sistemi di sicurezza predisposti durante il Conclave.
Il divieto assoluto di comunicare con l’esterno
Durante il Conclave vige una regola inderogabile: nessun contatto con l’esterno. È vietato l’uso di telefoni, dispositivi elettronici e perfino la lettura dei giornali, per garantire che la scelta del nuovo Pontefice avvenga in totale isolamento da pressioni o influenze esterne.
Il divieto è stato rafforzato nel 2005, dopo l’elezione di Papa Benedetto XVI, con l’introduzione di protocolli tecnologici avanzati. Tra questi, sistemi di schermatura del segnale e dispositivi di jamming per impedire connessioni a reti mobili o internet.
Eppure, secondo il libro, poco prima del primo scrutinio i sistemi di sicurezza avrebbero rilevato un segnale attivo. Un cardinale anziano, descritto come visibilmente disorientato, avrebbe scoperto di avere ancora con sé il telefono, probabilmente dimenticato al momento della consegna alla gendarmeria vaticana.
La falla tecnologica e il mistero della connessione
L’aspetto più delicato della vicenda non riguarda tanto la dimenticanza, quanto il fatto che il dispositivo risultasse ancora connesso. Nonostante le finestre sigillate e i sistemi di schermatura, il telefono avrebbe agganciato la rete.
Questo dettaglio mette in discussione l’efficacia delle sofisticate misure di sicurezza adottate in Vaticano. In un’epoca dominata dalla connettività globale, anche un evento tradizionalmente blindato come il Conclave si confronta con vulnerabilità tecnologiche difficili da eliminare completamente.
Il libro “The Election of Pope Leo XIV” e i retroscena del voto
Il volume, pubblicato negli Stati Uniti ma non ancora disponibile in Italia, ricostruisce l’elezione di Papa Leone XIV avvenuta dodici anni dopo il Conclave che aveva scelto Papa Francesco.
Basato su mesi di interviste riservate e testimonianze raccolte in anonimato, il libro descrive anche le dinamiche interne al voto. I principali candidati iniziali sarebbero stati il Segretario di Stato Pietro Parolin e lo statunitense Robert Francis Prevost.
All’esterno, molte speculazioni indicavano come favorito un pontefice asiatico, in particolare Luis Antonio Tagle. Tuttavia, al primo scrutinio Tagle avrebbe raccolto meno di dieci voti, mentre Prevost sarebbe partito con un consenso compreso tra 20 e 30 preferenze.
L’elezione di Prevost e il dettaglio della “caramella”
Tra gli aneddoti riportati, uno riguarda proprio Tagle, seduto accanto a Prevost durante le votazioni. Secondo gli autori, il cardinale filippino avrebbe passato una caramella al futuro Papa per alleviargli la tosse durante la fase decisiva della conta.
Alla fine, Robert Francis Prevost sarebbe stato eletto con 108 voti su 133, un risultato ampio che ha sancito l’inizio del pontificato di Papa Leone XIV.
Tradizione e tecnologia: una sfida sempre più complessa
L’episodio del cellulare nella Cappella Sistina racconta molto più di una semplice distrazione. Dimostra quanto sia diventato difficile, nel 2026, isolare completamente un evento globale dall’ecosistema digitale.
Il Conclave resta uno dei rituali più antichi e simbolici della Chiesa cattolica, ma anche uno dei più esposti alle sfide della modernità. Tra segretezza, sicurezza e tecnologia, la scelta del Papa continua a essere un momento sospeso tra tradizione millenaria e fragilità contemporanea.
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