di Mario Tosetti
Giorgia Meloni esprime preoccupazione per la crisi in Medio Oriente e collega il caos internazionale alla guerra in Ucraina. Le opposizioni chiedono che riferisca in Aula sugli sviluppi e sulle scelte del governo
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene pubblicamente sull’escalation in Medio Oriente, chiedendo a Teheran di interrompere quelle che definisce “azioni ingiustificate” contro i Paesi del Golfo. In un’intervista rilasciata al Tg5, la premier sottolinea come l’obiettivo primario sia evitare un allargamento della crisi, ma avverte che ogni prospettiva di stabilizzazione passa dalla cessazione delle ostilità.
Meloni evidenzia che quanto accade anche lontano dai confini italiani non può essere considerato irrilevante per l’Europa. Il riferimento è ai recenti episodi che hanno interessato l’area mediterranea, compresi i droni segnalati su Cipro, che contribuiscono ad accrescere il clima di tensione.
Nucleare iraniano e diritto internazionale sotto pressione
Nel suo intervento, la premier ribadisce la posizione italiana sul dossier nucleare. Roma, ricorda, si è impegnata per favorire un accordo credibile e duraturo sul programma atomico iraniano, in un momento storico in cui il diritto internazionale appare indebolito.
Secondo Meloni, non sarebbe accettabile che l’attuale leadership iraniana possa disporre di missili a lungo raggio dotati di testate nucleari. Una prospettiva che, a suo avviso, aggraverebbe ulteriormente l’instabilità regionale e globale.
Il legame con la guerra in Ucraina
La presidente del Consiglio inserisce la crisi mediorientale in un quadro più ampio, collegandola direttamente al conflitto scatenato dalla Russia contro l’Ucraina. Per Meloni, l’attuale “stagione di caos” nasce dalla violazione dell’ordine internazionale avvenuta quando un membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha attaccato un Paese vicino.
In questa chiave, l’erosione delle regole multilaterali avrebbe aperto la strada a una fase di crescente instabilità, in cui conflitti regionali e tensioni geopolitiche si intrecciano, rendendo più fragile l’equilibrio globale.
Sicurezza interna e allerta terrorismo
Sul fronte interno, Meloni richiama la necessità di mantenere alta la vigilanza contro il terrorismo di matrice islamica. Il riferimento è alla riunione convocata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
La premier sottolinea che tutte le strutture competenti, comprese le agenzie di intelligence, sono mobilitate per monitorare eventuali rischi connessi all’evoluzione della crisi internazionale.
Il caso Crosetto e la difesa del governo
Nel corso dell’intervista, Meloni difende anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, finito al centro di polemiche per il suo stop a Dubai. La presidente del Consiglio respinge le critiche, affermando che il ministro non avrebbe mai interrotto il proprio lavoro, nonostante le circostanze.
Il tema è diventato oggetto di confronto politico, alimentando ulteriori tensioni tra maggioranza e opposizione.
Le opposizioni chiedono un’informativa urgente in Aula
Sul piano parlamentare, le forze di opposizione hanno formalizzato la richiesta di un passaggio della premier in Aula. I capigruppo di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Azione, Italia Viva e Più Europa hanno inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato per sollecitare una convocazione urgente.
Secondo l’opposizione, in una fase così delicata è necessario un confronto trasparente in Parlamento per chiarire l’indirizzo politico del governo, le scelte strategiche adottate e le responsabilità connesse agli sviluppi in Medio Oriente.
Una crisi che intreccia politica estera e stabilità interna
Le dichiarazioni di Meloni riflettono la complessità del momento: da un lato la gestione diplomatica di un conflitto che rischia di allargarsi, dall’altro la tutela della sicurezza nazionale e la necessità di garantire coesione politica interna.
Il quadro resta fluido e fortemente condizionato dagli sviluppi sul terreno. Nelle prossime ore, oltre all’evoluzione militare, sarà decisivo anche il confronto istituzionale in Italia, con il Parlamento chiamato a discutere le linee guida dell’azione del governo in uno scenario internazionale sempre più instabile.
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