di Emilia Morelli

Guido Crosetto resta bloccato a Dubai per la chiusura dello spazio aereo dopo l’attacco all’Iran. M5S attacca il governo Meloni. Tajani: “Italiani non escano di casa”

crosettoIl ministro della Difesa Guido Crosetto è rimasto bloccato a Dubai a seguito della chiusura dello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti, decisa dopo l’attacco all’Iran che ha riacceso la crisi in Medio Oriente.

Crosetto, partito da Roma con un volo civile per raggiungere la famiglia e rientrare insieme a loro, ha partecipato in collegamento al vertice governativo convocato d’urgenza a Palazzo Chigi, ma non ha potuto essere fisicamente presente alla riunione serale.

L’attacco del M5S: “Italia marginale”

La vicenda ha immediatamente acceso lo scontro politico. I parlamentari del Movimento 5 Stelle delle commissioni Difesa di Camera e Senato hanno parlato di “prova provata della marginalità internazionale dell’Italia”.

Secondo i pentastellati, il governo guidato da Giorgia Meloni sarebbe stato informato dall’amministrazione americana a operazioni già avviate, nonostante il rivendicato “rapporto privilegiato” con Washington. Il fatto che il ministro della Difesa si trovi all’estero nel giorno dell’escalation viene indicato come simbolo di una presunta irrilevanza diplomatica.

Oltre 58mila italiani nell’area del Golfo

La crisi coinvolge un’area in cui si trovano oltre 58mila cittadini italiani tra residenti, lavoratori e turisti. Gli Emirati Arabi Uniti contano circa 22.400 connazionali, mentre in Israele le presenze sono stimate in circa 20.800.

Il rischio di un allargamento del conflitto ha spinto diversi Paesi a chiudere temporaneamente lo spazio aereo e ad adottare misure di sicurezza straordinarie.

L’appello della Farnesina

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invitato gli italiani presenti nell’area a evitare spostamenti non necessari. “L’importante è non uscire di casa e dagli alberghi. Molti spazi aerei sono chiusi ed è quindi inutile anche andare negli aeroporti”, ha dichiarato.

Tajani ha avuto un lungo colloquio telefonico con il ministro degli Esteri emiratino Abdullah bin Zayed, ottenendo assicurazioni sulla piena assistenza e sulla sicurezza dei cittadini italiani negli Emirati.

Un’emergenza diplomatica e operativa

Mentre Palazzo Chigi coordina le valutazioni di sicurezza e monitora l’evoluzione della crisi, la presenza di Crosetto all’estero – seppur per motivi privati e con partecipazione da remoto alle riunioni – diventa terreno di polemica politica.

Sul piano operativo, la priorità resta la tutela dei connazionali nell’area e la gestione delle conseguenze di un conflitto che rischia di destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente, con ripercussioni anche sugli equilibri internazionali e sui rapporti tra Europa e Stati Uniti.

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